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17.08.2019

Scatta la messa in sicurezza dell’oleodotto Nato

Via libera all’opera di risanamento dell’oledotto della Nato di Ghedi
Via libera all’opera di risanamento dell’oledotto della Nato di Ghedi

Superati gli ultimi scogli burocratici si sono sbloccate le operazioni preliminari per avviare il progetto di maxi riqualificazione dell’oleodotto Nato che attraversa anche il territorio della Bassa per rifornire di carburante speciale i velivoli militari dell’aerobase di Ghedi. La società romana Acquatecno si è aggiudicata la progettazione del nuovo pontile a servizio dell'oleodotto a Ruffino, un quartiere di La Spezia. L’impresa dovrà progettare tra l’altro un braccio che da Punta San Bartolomeo si estenderà verso il centro del golfo di La Spezia per circa 300 metri. Uno snodo fondamentale al quale attraccheranno in futuro le navi cisterna che immettono il carburante avio all'interno dell'oleodotto Pol-Nato che rifornisce le basi aeree italiane e alleate di tutto il nord Italia. L’Acquatecno è un’azienda leader del settore: negli ultimi 30 anni ha concepito e realizzato la moderna darsena di fronte alla zona fieristica di Genova e ha lavorato anche nei porti di Napoli, Trieste, Fiumicino, Civitavecchia e Augusta. I tempi dei lavori previsti al monte dell’oleodotto sono stringenti in quanto rappresentano la condizione essenziale per promuovere la fase di riassetto delle tubature sotterranee logorate da oltre mezzo secolo di servizio A certificare il degrado della rete è stata la commissione di inchiesta del Comune di La Spezia da dove parte la megaconduttura che rifornisce di carburante speciale gli aerei militari. Due condotte su tre - si legge nella relazione - sono già diventate «inoperative» e nel frattempo si sono allagate. Mentre sulla terza sono stati effettuati interventi urgenti nel 2014. La situazione riguarda anche il tratto di pipeline che attraversa il Bresciano. La ristrutturazione partirà dal punto di ingresso via mare per il combustibile che permette di far spiccare il volo agli aerei dislocati nei presidi militari di Ghedi, Villafranca di Verona, Aviano, Istrana e Rivolto. In attesa dei lavori, le navi che scaricano il carburante per gli aerei attraccano a distanza dalla costa, svuotando le cisterne tramite una condotta sottomarina. Da qui il carburante additivato raggiunge una stazione di pompaggio alle Pianazze e poi prosegue attraverso le stazioni di transito. Quella bresciana si trova nei pressi dall'aerobase di Ghedi, al confine con Montichiari. A Parma si trova la sede del Comando Rete Pol (Petroleum Oil Lubricant) che monitora questo enorme flusso che ha toccato l'apice dello sfruttamento durante i bombardamenti sul Kosovo nella seconda metà degli anni Novanta. •

V.MOR.
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