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19.11.2019

Un pozzo in
piazza, acque
agitate a Viadana

La piazza di Viadana: l’acquedotto sorgerebbe a poca distanza
La piazza di Viadana: l’acquedotto sorgerebbe a poca distanza

L’acquedotto con vista sulla piazza sta agitando le acque a Viadana. La comunità della frazione di Calvisano ha promosso una petizione per convincere il gestore del ciclo idrico a rimodulare il progetto ritenuto uno sfregio alla prospettiva architettonica del centro storico. La raccolta di firme è sostenuta dal sindaco Angelo Formentini che ha tuttavia avviato un’opera di mediazione per trovare una soluzione condivisa. In effetti c’è più di una perplessità sulla costruzione di un impianto di emungimento dell’acqua con relative cisterne, praticamente a fianco della piazza. Soprattutto se si considera che la struttura che si dipanerà su una superficie di 1000 metri quadri, sarà alta 4 metri. Quindi non proprio invisibile. Il gestore ha fatto presente al Comune che il progetto era stato definito dall’esecutivo uscente e che modificarlo significherebbe un aggravio di costi. «Ci siamo confrontati a lungo sulla questione – osserva Angelo Formentini –: A2A ha compreso le nostre esigenze. Ci sono delle alternative che non comporterebbero costi extra. Come spostare l’acquedotto in un’area più distante dalla piazza, oppure interrarlo, visto che arriva fino a quattro metri di altezza, e dunque renderlo meno impattante». Il tema sarà al centro di un’assemblea pubblica convocata venerdì alle 20.30 all’oratorio di Viadana. L’investimento complessivo supera i 65 milioni di euro e ci vorranno 5 anni per realizzarle. L'acquedotto in ghisa sarà caratterizzato da 45 chilometri di condutture e la rete fognaria si snoderà per 38 chilometri nel territorio di Calvisano.


L’ANNO PROSSIMO apriranno i cantieri dei depuratori. Il primo servirà il capoluogo e le frazioni di Viadana e Malpaga, mentre il secondo verrà realizzato per la frazione di Mezzane. Le tre opere realizzate con tecnologie all'avanguardia disporranno di una rete di sensori collegati a dei dispositivi che permetteranno un controllo puntuale dei consumi. Infine vale la pena ricordare che questo mega progetto è stato reso possibile dal piano di A2A per risanare i territori sotto infrazione europea. L’utility ha investito il 10 per cento delle proprie risorse su Calvisano.


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Valerio Morabito
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