Una luce in memoria delle vittime del Covid 19

Il vescovo di Brescia  benedice il portacero FOTO JENNY ORZINUOVI
Il vescovo di Brescia benedice il portacero FOTO JENNY ORZINUOVI

Un artistico portacero pasquale, opera dello scultore orceano Giovanni Battista Mondini, è il simbolo della rinascita della comunità di Orzinuovi, decisa a risorgere dopo i lutti provocati quasi un anno fa dalla prima ondata dell’epidemia di coronavirus. Il candelabro, creato «a perenne ricordo dei defunti covid anno 2020», è stato benedetto dal vescovo di Brescia monsignor Pierantonio Tremolada nel corso della visita a Orzinuovi, dove ha pregato con gli anziani della Rsa e alle 11 ha celebrato la messa solenne nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, che si arricchisce così di una nuova opera d’arte, ricca di significati. «Fra tutti i simbolismi liturgici derivanti dalla luce e dal fuoco, il cero pasquale è l’espressione più forte per la ricchezza dei significati, soprattutto per la luce, evocatrice della fede, e nella luce della risurrezione, ricordiamo i nostri cari defunti», ha spiegato il parroco don Domenico Amidani, ricordando i 217 decessi (non solo a causa del Covid) contati nell’ultimo anno nel capoluogo e nelle frazioni Barco, Coniolo e Ovanengo. Dall’inizio della pandemia il vescovo si è mostrato vicino alla comunità orceana prima con una lettera di conforto, poi recando in dono il calice di San Giovanni Paolo, in seguito con la visita all’Hospice ed ancora con la sua presenza in occasione dell’inaugurazione dell’oratorio Jolly. Il parroco è entusiasta ed esprime profonda gratitudine per il nuovo incontro con monsignor Tremolada. «La nuova visita del vescovo è stata molto bella e ha infuso coraggio in tutti noi. Gli ho espresso il grazie del nostro paese per aver portato una parola di conforto e la sua benedizione agli anziani e per essere ancora una volta qui con noi – confida don Amidani –. Nei mesi più segnati dall’epidemia, vi è stata tanta sofferenza. Il dolore dei famigliari non era solo per la scomparsa dei congiunti ma per la loro morte in solitudine e abbandono degli affetti più cari». Il candelabro di Mondini, realizzato in terracotta di Vicenza, è rappresentato come albero della vita. Vi sono scolpiti gli episodi della vita, morte e resurrezione di Cristo, l’Assunta e San Bartolomeo protettori di Orzinuovi. «Questo portacero è dedicato ai malati e alle vittime della pandemia – spiega l’artista -. Io, da credente, non posso che pensare alla resurrezione. Sento che quest’opera, guardandola con devozione, sarà preghiera di intercessione per un ritorno alla serenità». •

Riccardo Caffi