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24.03.2019

Una pianta per ricordare ogni vittima dell’epidemia

Una delle 12 querce per ricordare i morti di legionella e polmonite
Una delle 12 querce per ricordare i morti di legionella e polmonite

Dodici querce per ricordare le vittime dell’ondata batterica di polmonite e legionella. L’ultima è una 58enne di Alfianello, anche se, secondo l’Ats di Brescia, «non c’è correlazione tra il decesso e l’epidemia che - si legge in una nota - si è conclusa già nel settembre 2018 e pertanto nessun caso successivo può essere ricondotto a tale evento». La famiglia della 58enne ha tuttavia ribadito che la morte è frutto della ricaduta di un’infezione pregressa causata dal batterio che ha infettato oltre mille persone. Saranno tuttavia gli accertamenti medico legali a fare luce sul caso. Ieri in via Turati a Montichiari i membri del Comitato di salute pubblica hanno piantumato gli alberi in ricordo delle vittime. «PER QUESTA epidemia che non trova precedenti al mondo – ha osservato il sindaco Mario Fraccaro – abbiamo deciso insieme al Comitato di piantare questi alberi che rappresentano un legame ideale tra la perdite di vite umane che rinascono tramite questi alberi». Carmine Piccolo portavoce del Comitato delle persone colpite dal morbo del legionario e dalla polmonite batterica ha sottolineato come le famiglie «attendano risposte ai troppi punti oscuri dell’epidemia». Il riferimento è alla decisione delle Ats di Brescia e Mantova di negare l’accesso alla molte di atti e verbali accertamenti effettuati dalle autorità sanitarie durante la fase acuta dell’onda infettiva. Una situazione sbloccata solo dall’intervento del ministro all’Ambiente Sergio Costa. Il braccio di ferro tuttavia continua in vista di una causa legale collettiva. Il tutto mentre non è ancora chiusa l’inchiesta aperta dalla procura con l’ipotesi di epidemia colposa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

V.MOR.
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