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21.11.2019

«Vittima della
crisi, ora vivo in
uno scatolone»

Il protagonista del film-denuncia «Io,  Daniel Blake»
Il protagonista del film-denuncia «Io, Daniel Blake»

«La povertà è un male subdolo: quando ti accorgi che ti sta divorando l’esistenza è ormai troppo tardi». La storia di Gianni Bresciani di Carpenedolo sembra la trama del capolavoro cinematografico d’accusa sociale «Io, Daniel Blake» del regista Ken Loach. Gianni come il protagonista Daniel sta attraversando la strettoia dell’indigenza specchio di una società ancora sorda ai bisogni degli invisibili.


GIANNI BRESCIANI a 66 anni si è ritrovato senza casa a dormire in mezzo alla strada. Solo due anni fa la sua vita era quella di un artigiano edile con una rassicurante solidità economica frutto di duro lavoro e grandi sacrifici. Poi i problemi di salute e la crisi del settore edile hanno fatto precipitare la situazione. Non è riuscito a pagare il mutuo della casa che gli è stata confiscata e messa all’asta. All’inizio dell’autunno si è ritrovato così solo, senza soldi e senza un tetto. Ha trovato rifugio tra gli scatoloni che ogni sera sistema sotto i portici del complesso commerciale che ospita l’Italmark. «Privare una persona della casa è un’umiliazione che uccide la dignità», afferma Gianni ha perso tutto, ma non la dignità. «Non ho mai chiesto aiuto a nessuno, e non accuso nessuno della mia situazione. Ho lavorato duramente fino a quando non ho accusato gravi problemi circolatori a una gamba. Ho sempre pagato le tasse e non ho mai trasgredito la legge. Per questo mi sento mortificato da uno Stato che non mi offre neppure la possibilità di sopravvivere». L’esistenza di Gianni è scandita da un rituale. «Mi sistemo sotto i portici dopo la mezzanotte – svela – e poi mi alzo intorno alle 6 visto che a quell’ora il centro commerciale inizia ad animarsi. Per alcune ore mi ospitano, con gentilezza, le ragazze che gestiscono il bar a fianco del supermercato. Così sto qualche ora al caldo e posso usufruire dei servizi igienici». L’ex artigiano edile non si arrende. «Ho presentato la documentazione al Comune per ottenere un alloggio sociale – spiega – ma non mi è stata data nessuna risposta. Così vivo per strada». Supportato da qualche gesto generoso. Nonostante il 66enne percepisca il reddito di cittadinanza, nessuno gli offre una casa in locazione.

Valerio Morabito
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