La madre: «Yessin non doveva essere su quella strada maledetta»

Yessin Bargaoui
Yessin Bargaoui

«Quando mi hanno comunicato che Yessin aveva avuto un gravissimo incidente ho pensato a un errore, a uno scambio di persona. Mio figlio era ospite di un amico a Calvagese dove avrebbe dovuto trascorrere la notte, non poteva essere su quella strada maledetta. Non so cosa lo abbia spinto a salire su un ciclomotore e a girovagare di notte, so solo che non rivedrò mai più il suo sorriso». Karima Ben Ammar parla con le lacrime agli occhi accarezzando la foto di suo figlio. Accanto a lei un’amica che prova a consolarla. Ma nell’alloggio della famiglia Bargaoui, in via Desio a Bedizzole, non c’è spazio almeno per ora per la consolazione. Da sabato notte il dolore ha preso il sopravvento. Karima Ben Ammar, la madre del 15enne morto nello scontro tra il suo scooter e un’auto racconta di suo figlio come se fosse ancora in vita. «Yessin è un bravo ragazzo, tranquillo, a cui piace fare tutto quello che fanno i giovani alla sua età - spiega prima di correggersi parlando al passato -. Gli piaceva giocare a calcio, andare sullo skateboard e stare con gli amici. Era educato rispettoso delle regole, ecco perché mi ha sorpreso che sia salito sul ciclomotore senza avere il patentino». Yessin, nato a Gavardo, il 12 maggio avrebbe compiuto 16 anni. Frequentava l’Istituto Cfp Zanardelli a Cazzago. «Da qualche settimana, insieme a un suo inseparabile amico e vicino di casa, stava svolgendo degli stage scolastici in una ditta di un elettricista. Era entusiasta: aveva il desiderio di lavorare per aiutare la famiglia. Era un ragazzo maturo, non ci ha mai dato un problemi». L’esistenza e i sogni di Yessin si sono spezzati bruscamente quando in scooter è entrato in collisione con una Lancia Voyager con a bordo un 34enne e un 22enne. «Yessin - ribadisce Karima Ben Ammar - doveva trascorrere il fine settimana da un suo amico di Calvagese e dunque non stava tornando a casa a Bedizzole, ma non sappiamo per quale motivo a mezzanotte si trovasse per strada su uno scooter preso a prestito». Una domanda a cui dovranno dare risposta i carabinieri che stanno indagando sulla tragedia. Ieri è stata eseguita l’autopsia. La famiglia Bargaoui sta sbrigando le pratiche burocratiche per il trasferimento di Yessin in Tunisia, Paese d’origine dei propri genitori. È nella città di Tebourba, che il ragazzo verrà sepolto con rito musulmano. Yessin oltre alla madre Karima Ben Ammar, lascia il padre Jabran Bargaoui operaio meccanico, la sorella più grande Sofia e il fratellino Amin. Oltre a tutti i suoi amici che in queste ore continuano a ricordarlo con affetto sui social. •.

Valerio Morabito

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