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01.12.2020

Zero sprechi contro la povertà L’economia circolare è solidale

Un banco comprensoriale per impedire sprechi e aiutare il prossimo
Un banco comprensoriale per impedire sprechi e aiutare il prossimo

I valori della sobrietà nei consumi e dell’economia circolare esaltati da una rete di solidarietà che assume un significato ancora più profondo alla luce della crisi socio-economica innescata dalla pandemia. Il Banco del riuso nella Pianura ha aperto proprio durante e nonostante il periodo di clausura. Il progetto è diventato operativo anche grazie a un finanziamento della Regione. LE RISORSE HANNO consentito alla Fondazione Cogeme di concretizzare l’operazione «Corto circuito - La solidarietà passa dal Banco» con l’obiettivo di coniugare i temi della sostenibilità ambientale (riduzione degli sprechi e delle eccedenze) ai bisogni sociali prioritari come l’accesso al cibo, il sostegno al reddito, e altre sinergie solidali. In questa sfida sono stati coinvolti alcuni fra i migliori interlocutori tecnici e istituzionali fra cui la Cooperativa Cauto, l’Associazione RIUSO3, Associazione Maremosso, Cascina Clarabella e altre realtà come Coldiretti, Consorzio in rete, Fondazione Bbo, Cooperativa Palazzolese che in corso d’opera avranno un ruolo strategico nella gestione del Banco. «LA LOTTA ALLE NUOVE forme di povertà diventerà sempre più centrale nelle dinamiche dei prossimi mesi, anzi, direi che i primi segnali li stiamo già rilevando sul campo oggi - sottolinea l’assesore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi -. Per rispondere nella maniera più qualificata a questi bisogni emergenti serve un’azione collettiva» Fondamentale in questo sesenso la rete creata con i Comuni di Lograto, Maclodio e Berlingo. «La visione di prospettiva del progetto - osserva Federica Paderno, vicesindaco di Lograto - ci consentono di dare risposte concrete al cittadino». Un pragmatismo interpretato anche dal sindaco di Maclodio Simone Zanetti e da quello di Berlingo Fausto Conforti. Un ruolo fondamentale è affidato alla Fondazione BBO, responsabile della gestione comprensoriale dei servizi sociali del distretto numero 8 che aggrega 15 Comuni. «L’obiettivo è quello di redistribuire sul territorio beni di prima necessità - afferma Carlo Piantoni, presidente dell’associazione Riuso3 -, in particolar modo alimentari, e valorizzare il lavoro di comunità nonché il Banco come punto di interscambio tra cittadini e reattività sociale delle comunità coinvolte. Tutto in un’ottica di creare un sistema di prassi virtuose Verso una economia circolare». Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore operativo di Cauto Lorenzo Romanenghi, partner tecnico del sistema «Banco di comunità» avviato proprio da Cauto e veicolato grazie alla preziosa collaborazione con Fondazione Cogeme, a partire dall’esperienza del banco del riuso in Franciacorta. «PAROLE COME isolamento, distanza, rischio, contagio non hanno fermato la macchina organizzativa di Fondazione Cogeme - afferma Elvio Bertoletti vicepresidente di Fondazione Cogeme - alimentata da preziosi partner di un progetto che rappresenta un passo avanti verso un’economia circolare». Entrando nello specifico dell’operazione le eccedenze alimentari, ma anche materiale in buone condizioni che può aspirare a una seconda vita saranno inseriti in circuito virtuoso per sostenere le famiglie indigenti. •

Valerio Morabito
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