il lutto

Addio a don Luigi Venni, il «pastore di anime» che ha parlato ai cuori

I funerali si terranno lunedì 16 maggio nella Basilica di Lovere
Don Luigi Venni si è spento il 13 maggio 2022
Don Luigi Venni si è spento il 13 maggio 2022
Don Luigi Venni si è spento il 13 maggio 2022
Don Luigi Venni si è spento il 13 maggio 2022

Si è spento ieri,  alla Domus Salutis di Brescia,  don Luigi Venni. Lo comunica la Diocesi di Brescia. La camera ardente è allestita presso la Basilica di Lovere. Classe 1941, don Luigi  nel corso della sua vita è stato curato di Ome (1965-1968); curato di coop. Urago d’Oglio (1968-1971) e curato di Lovere (1971-1981). Dal 1981 al 1991 è stato parroco di Lodetto, poi  di Cazzago S. Martino (1991-2016), infine presbitero collaboratore a Lovere dal 2016. La veglia funebre con la Santa Messa, presieduta da don Angelo Gelmini, vicario episcopale per il clero, si terrà domenica 15 maggio alle   18 presso la Basilica di Lovere. Il funerale, presieduto da mons. Pierantonio Tremolada, è lunedì 16 maggio alle ore 15 presso la Basilica di Lovere. Don Luigi verrà sepolto presso il cimitero di Rodengo Saiano.  

Nel 2017 don Venni aveva ricevuto la cittadinanza onoraria di Cazzago San Martino, di cui era stato  parroco  dal 1991 al 2016,  segnando la vita del paese franciacortino col suo carisma e la sua bontà.  «A chi mi ha chiesto quali sono stati i miei programmi pastorali in questi 25 anni - scriveva a settembre di quell'anno sul bollettino parrocchiale - posso dire che la mia è stata una pastorale positiva e di incoraggiamento. Ho incoraggiato i piccoli, i ragazzi, i giovani a crescere, ad assumersi le proprie responsabilità, a creare una famiglia e avere dei figli. Ho incoraggiato i genitori a guardare avanti, ho spronato i nonni a stare con i loro nipoti, ho incoraggiato tutti a resistere, essere gioiosi e fiduciosi. Se vogliamo pensare al futuro di questa comunità - rifletteva don Luigi - dobbiamo lavorare tutti insieme, volerci bene, accogliere la vita, frequentare la parrocchia e l’oratorio contenti di quello che c’è, senza lamentarci, valorizzando tutto quello che abbiamo, tutto quello che la comunità ci offre e di cui neanche ci rendiamo conto». Le  parole di un pastore buono, che ha lasciato il segno nelle opere e nei cuori.