Addio a Varianti Si oppose a Lucchini in Tv sulla Bisider

Mario Varianti
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La data che gli regalò ben più di 5 minuti di notorietà è il 19 ottobre del 1986, quando senza peli sulla lingua andò, invitato, a Domenica In per denunciare le condizioni di lavoro alla Bisider del gruppo Lucchini. Nel 1997 Mario Varianti andò in pensione dopo una vita in acciaieria. Ieri è morto a 75 anni. «Noi ci lamentiamo della mancanza nella nostra fabbrica di servizi primari come la mensa - disse in televisione quella domenica di 33 anni fa Varianti -. Dobbiamo portarci da casa il cibo e mangiarlo in luride stanzette. E il più delle volte si finisce per saltare i pasti. I servizi igienici non ci sono nei reparti. L’infermeria non esiste. Penso che non ci siano acciaierie come quella in cui lavoro. Le condizioni di vita degli operai sono migliorate con il passare degli anni? Non da noi. Noi vorremmo incontrare Lucchini per raccontargli tutto questo, ma finora è rimasto un nostro desiderio. Io non so cosa farà mio figlio da grande, mi auguro solo che non entri in questa fabbrica». Lo avevano invitato dopo che gli operai della Bisider avevano scritto un telegramma alla Rai chiedendo di poter parlare, proprio come nella puntata precedente della trasmissione, condotta da Raffaella Carrà, aveva fatto Luigi Lucchini, il loro «padrone» e allora anche presidente di Confindustria. VOLEVANO raccontare le condizioni di lavoro in fabbrica e a raccontarle andò lui, l’operaio Varianti. Con la Carrà lo intervistò Piero Ottone di Repubblica. Alcuni anni fa rivivendo quel 19 ottobre disse a Bresciaoggi: «Gli operai mi hanno sostenuto. Nel 1997 sono andato in pensione, avendo sempre fatto il mio dovere. E nessuno, né Lucchini né altri, mi ha creato problemi per quella denuncia». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

E.B.

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