L'INIZIATIVA

Affitto, dal Comune di Brescia aiuti per le famiglie in difficoltà

Una misura per chi ha perso l'occupazione o ha chiuso l'attività basata su fondi regionali del valore di 673 mila euro. Sarà possibile chiedere il sostegno dal 26 luglio e per un mese
La presentazione delle nuove misure di sostegno all’affitto
La presentazione delle nuove misure di sostegno all’affitto
La presentazione delle nuove misure di sostegno all’affitto
La presentazione delle nuove misure di sostegno all’affitto

Difficoltà a pagare l’affitto (ma non in condizione di sfratto) anche a causa della crisi economica legata alla pandemia? Il Comune di Brescia «rinnova un segno di vicinanza alle persone in difficoltà, riproponendo per la seconda volta una misura unica basata su fondi regionali di circa 673mila euro», commenta l’assessore alla casa della giunta cittadina, Alessandro Cantoni. Dalla prossima settimana (26 luglio) e per un mese (fino al 27 agosto), ci sarà la possibilità di richiedere il contributo, che verrà versato al proprietario e che copre al massimo 4 mensilità. In tal modo si possono aiutare gli affittuari che faticano a pagare l’affitto in seguito al verificarsi di almeno una delle condizioni richieste dal bando, di cui le principali sono il calo di reddito dovuto a perdita del posto di lavoro, cassa integrazione o riduzione dell’orario di lavoro; ricovero ospedaliero o titolari di partita Iva, artigiani e commercianti fissi o ambulanti che hanno dovuto sospendere o chiudere l’attività per la pandemia (elenco completo e modalità per partecipare sul link dedicato sul sito del Comune). I richiedenti, al momento della presentazione della domanda, devono essere residenti nel Comune di Brescia e da almeno 6 mesi nell’alloggio in locazione per cui presentano la domanda; possono essere cittadini non italiani ma comunitari o extracomunitari con permesso di soggiorno in regola. Vincolante anche l’Isee, che deve essere inferiore o uguale a 18mila euro. Inoltre non si deve essere titolare di contratti di locazione per Servizi abitativi pubblici (Sap ex Erp canone sociale) o di contratti di locazione “con acquisto a riscatto” o di contratto di locazione/godimento con patto di futura vendita. Importante: la misura non riguarda le persone che hanno in corso procedure di rilascio dell’abitazione (come uno sfratto i la disdetta del contratto) e non devono essere proprietari di immobili in Regione Lombardia adeguati al proprio nucleo familiare. Da parte sua il proprietario, per ricevere il contributo, deve accettare di non avviare procedure di sfratto nei quattro mesi successivi all’erogazione. Il finanziamento pubblico potrà coprire da una a quattro mensilità del canone di locazione e comunque non potrà avere un valore superiore a 1.500 euro ad alloggio/contratto e potrà subire variazioni in diminuzione in base alla disponibilità dei fondi e al numero di domande collocate in graduatoria. Il Comune procederà alla formazione di una graduatoria sulla base della maggiore percentuale di incidenza del canone mensile di locazione (spese accessorie e condominiali escluse) sulle entrate nette mensili del nucleo familiare relative al mese di maggio 2021. «In pratica – spiega l’assessore Cantoni – la posizione dipende dalla proporzione tra stipendio e canone d’affitto». •.

Irene Panighetti

Suggerimenti