Aria inquinata a Brescia L’allarme va in Europa

di Biancamaria Messineo
Per Europa Verde  le misure anti-smog non sono sufficienti perché l’aria di città e provincia rimane fortemente inquinata, serve un cambio di passo
Per Europa Verde le misure anti-smog non sono sufficienti perché l’aria di città e provincia rimane fortemente inquinata, serve un cambio di passo
Per Europa Verde  le misure anti-smog non sono sufficienti perché l’aria di città e provincia rimane fortemente inquinata, serve un cambio di passo
Per Europa Verde le misure anti-smog non sono sufficienti perché l’aria di città e provincia rimane fortemente inquinata, serve un cambio di passo

Un’interrogazione alla Commissione Europea per indagare sulla qualità dell’aria a Brescia: è quella depositata dall’eurodeputata e portavoce nazionale di Europa Verde Eleonora Evi. Evi si è fatta portavoce delle istanze cittadine dei Verdi, che da tempo segnalano l’eccessivo inquinamento e gli innumerevoli decessi causati da questo problema, assieme alla mancanza di soluzioni in merito: «Le misure anti-smog attualmente in vigore risultano del tutto inadeguate rispetto alla situazione di Brescia e provincia – sottolinea il portavoce dei Verdi Salvatore Fierro – ; manca una generale strategia di coordinamento regionale, e le amministrazioni locali hanno applicato le ordinanze in maniera troppo disomogenea». Una sorta di impasse che non giova certo all’aria bresciana: «Secondo i dati di Ats – prosegue Fierro – l’inquinamento nel territorio provoca più di 1000 morti all’anno, con una media di tre vittime al giorno. Senza contare i decessi correlati, causati da infarti – circa 200 ogni 12 mesi – e l’aumento delle patologie respiratorie, circa 4 mila ogni anno». Un problema grave, insomma, che richiede un pronto intervento: «Queste condizioni necessitano di misure immediate – sostiene Eleonora Evi – tanto più se ricordiamo che Brescia, secondo la rivista scientifica Lancet Planetary Health, detiene il tasso di mortalità da particolato fine (PM 2,5) più alto in Europa. L’interrogazione che ho depositato – prosegue – , ha l’obiettivo di sollecitare la Commissione Europea a indagare sulla conformità delle misure adottate rispetto alla Direttiva Europea 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria. Perché il nostro obiettivo è quello di tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente». Le soluzioni, secondo Fierro, ci sarebbero eccome: «Contando che l’inquinamento incide per il 7% nelle cause di morte – spiega – , servono risposte strutturali. Come la a promozione di interventi per una mobilità sostenibile, lo sviluppo della mobilità ciclistica, la riconversione energetica del patrimonio edilizio cittadino attraverso l’approvazione di un regolamento comunale di edilizia sostenibile, che preveda anche incentivi per chi risparmia, e, infine, la realizzazione di parcheggi di scambio». Da tenere in considerazione, infine, sempre secondo Fierro, il car sharing e lo smart working, elementi che potrebbero dare una grande mano nel ridurre l’inquinamento cittadino. •. © RIPRODUZIONE RISERVATA