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Bancomat e carte di credito: Brescia più «elettronica»

di Marta Giansanti
Basta contante: ha preso sempre più piede l'utilizzo di altri pagamenti. I commercianti: «Ormai oltre la metà dei clienti preferisce pagare così» Ma l'obbligo del Pos va ancora di traverso: «Le spese sono troppo alte».
Sempre più frequenti i pagamenti elettronici a Brescia
Sempre più frequenti i pagamenti elettronici a Brescia
Sempre più frequenti i pagamenti elettronici a Brescia
Sempre più frequenti i pagamenti elettronici a Brescia

Il contante è pronto ad andare in pensione. O quasi. A dimostrarlo l’impennata dei pagamenti elettronici nelle diverse attività commerciali della città e il conseguente calo vertiginoso di banconote e monete nei registratori di cassa. Un fenomeno iniziato già da parecchi mesi: perchè se è vero che dallo scorso giugno è entrata in vigore l’obbligatorietà di accettare acquisti con bancomat e carte di credito (pena una multa di 30 euro più il 4 per cento del valore dell’importo previsto), a favorire il cambio di rotta ha molto contribuito anche la pandemia.

«Questa nuova abitudine è una delle tante conseguenze del Covid», concordano i commercianti bresciani, ma vista sotto due punti di vista: sicurezza personale e comodità. Da una parte con l’invito degli esperti a non utilizzare il contante per evitare il contagio, dall’altra l’abitudine iniziata dal primo lockdown ad acquistare su internet e poi consolidata nel vivere quotidiano anche fuori casa.

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L’introduzione dell’obbligo di accettare i pagamenti elettronici ha completato il quadro. «L’aumento è stato esponenziale a partire dall’emergenza sanitaria - conferma Alberto Nevola, titolare del bar Tostato di via Fratelli Porcellaga -. Siamo passati dal 15 al 60 per cento: oltre la metà dei miei clienti preferisce pagare con carte o bancomat. In realtà è come se la popolazione si fosse divisa in tre fasce: i giovani, nati con la moneta elettronica e che trovano naturale e spontaneo non utilizzare il denaro contante, i meno giovani che si sono fatti trascinare dall'effetto Covid, mentre i più adulti sono ancora affezionati alle vecchie e care banconote».

Un fenomeno e un servizio da non rinnegare o condannare ma che porta con sé alcune critiche, a partire dalle commissioni a carico del gestore e dalle spese di gestione dei dispositivi (Pos), perché «è un’assurdità - aggiunge Nevola - che un’imposizione statale debba portare soldi a istituti privati».

Costi troppo elevati denunciati anche da Roberta Beldenti, titolare della LavandaRia di piazza del Mercato: «Le spese non si abbassano anzi. Puntualmente se ne aggiungono di nuove: prima era il nuovo registratore di cassa telematico a cui ci siamo dovuti adeguare, poi il dispositivo da acquistare per la lotteria degli scontrini usato pochissime volte. Ora c’è l’energia e le varie materie prime: le bollette sono cresciute del 40 per cento, mentre le grucce di ferro del 30 per cento. E chi ci va di mezzo sono sempre negozianti e cittadini».

Un’attività che negli ultimi due anni, cioè dal Covid, ha visto schizzare anche i pagamenti elettronici, raggiungendo il 70% del totale. «Lo fanno per comodità - specifica -, in negozio e nelle consegne a domicilio: servizi importanti che però portano il negoziante a soffrire». È ormai quasi cashless la Fioreria di piazzale Arnaldo, con oltre l’80 per cento dei pagamenti con carte, bancomat o con satispay, un’applicazione del telefono che consente di aprire un conto online a costo zero, associato al proprio conto corrente.

Giovani e meno giovani: «La tendenza è pagare con la moneta elettronica. Dalla pandemia è aumentata tantissimo, la utilizzano molto anche gli anziani, ma secondo me è per volere dei figli che sono più tranquilli a non mandarli in giro con i soldi in tasca - spiega la titolare Nicoletta Casarotti -. Un servizio che abbiamo sempre dato ma che ora richiede urgentemente un adeguamento nei costi di gestione e di commissione troppo elevati». Insomma, l’utilizzo di carte di credito e bancomat hanno avuto quell’accelerata che potrebbe portare Brescia, e l’Italia, a livello di altri Paesi europei dove ormai quasi tutto si paga senza contante.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA