LO STORICO MARCHIO

Bialetti approva piano e ristrutturazione: il titolo
vola in Borsa

I nuovi progetti industriali e la storia dell'iconico brand, dall'Omino coi Baffi alla nuova campagna social
Dall'Omino coi Baffi alla nuova campagna Social di Bialetti
Dall'Omino coi Baffi alla nuova campagna Social di Bialetti
Dall'Omino coi Baffi alla nuova campagna Social di Bialetti
Dall'Omino coi Baffi alla nuova campagna Social di Bialetti

Novità in vista per un marchio storico dell'industria italiana, nonché del design e della storia della pubblicità grazie, ad esempio, all'inconfondibile “Omino con i baffi”, nato negli anni ’50 dalla matita di Paul Campani. La struttura commerciale di Bialetti Industrie ha il suo quartier generale a Coccaglio. La moka inventata da Alfonso Bialetti nacque nel 1933 in Piemonte ma la sua storia si è poi intrecciata a quella di Bortolo Bugatti a Lumezzane (posate in ottone e poi gli strumenti da cottura in acciaio inox della Aeternum) e di Francesco Ranzoni, nonno dell’attuale presidente del gruppo, che fondò un’azienda specializzata nella produzione di pentole in alluminio: la Rondine Italia .
Ranzoni acquistò una partecipazione importante dell’Alfonso Bialetti & C nel '93 e nel 1998 le due realtà si unirono. Nel 2006 venne acquistata Aeternum e nel 2007 il gruppo è sbarcato in Borsa.
Ma veniamo all'attualità economica: Bialetti ha approvato il nuovo piano industriale, economico e finanziario 2020-2024 del gruppo, in continuità con quello approvato nel corso dell'esercizio 2019. E' stata inoltre varata una manovra finanziaria basata sul nuovo piano e volta al risanamento dell'esposizione debitoria e al riequilibrio della situazione patrimoniale, economica e finanziaria di Bialetti. Questo accadrà tramite il sostegno di illimity Bank e la conferma del supporto da parte di Sculptor e Amco. Sottoscritto un nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti: atteso per i prossimi giorni il deposito del ricorso per l'omologazione al Tribunale di Brescia.
«Nonostante le migliori performance registrate, la sopravvenuta situazione di crisi connessa all'emergenza sanitaria da Covid-19, tuttora in corso, e la sua imprevedibile evoluzione hanno determinato l'impossibilità prospettica di adempiere alle obbligazioni di pagamento derivanti dalla manovra finanziaria attuata nel corso dell'esercizio 2019 e, in particolare, dall'accordo di ristrutturazione» siglato a febbraio 2019: così si legge in una nota. Il nuovo accordo di ristrutturazione è l'elemento chiave per la realizzazione della manovra: il piano industriale conferma le parti fondamentali del piano 2019, ovvero il focus del gruppo Bialetti sul «Mondo Caffè». E' prevista l'espansione della presenza globale delle caffettiere, lo sviluppo del portafoglio caffè, l'aumento della penetrazione del sistema Bialetti espresso, l'accesso ai canali Horeca e del sistema caffè per uffici e l'espansione nel mercato in paesi ad alto potenziale come gli Usa, la Germania, la Francia, la Cina, la Russia, il Canada e altri paesi dell'Europa centrale ed occidentale.
In programma però anche la razionalizzazione e la riduzione del numero di punti vendita, di cui non si conoscono ancora i dettagli, oltre ad alcuni investimenti per la valorizzazione del marchio Bialetti, e all'espansione nel digitale
Le notizia dell'accordo per ora ha avuto conseguenze positive in Borsa: a Piazza Affari titolo di Bialetti Industrie fermato in asta di volatilità quando guadagnava l'11,74% a 0,295 euro per azione. "Da inizio anno Bialetti guadagna il 128%, ma il picco si era avuto a febbraio (+223% in un mese), poi il titolo aveva in parte rallentato assestandosi attorno ai valori attuali" (fonte borsaitaliana.it). Nella seduta di oggi a spingere le azioni sono stati dunque l'approvazione del piano industriale e il nuovo accordo sulla ristrutturazione dei debiti. Nello specifico i creditori finanziari vanterebbero circa 64 milioni di euro di debiti chirografari.
Per ora, per tutto quello che la moka Bialetti ha rappresentato per l'Italia in tempi lontani dalla Nespressomania e da fenomeni analoghi, non resta che augurare lunga vita all'Omino coi Baffi: anche se ora sulle piattaforme social sono sbarcati nuovi giovani protagonisti della campagna di comunicazione. Davide ed Erica, due 35enni, amici ed ex coinquilini, sono al centro di un "esperimento" sulla condivisione del tempo di qualità: concetto attorno a cui ruota la campagna #bastauncaffè.