pandemia economica

Bollette e prezzi alle stelle: incubo per 36.000 famiglie bresciane

di Mario Mattei
C'è chi non riesce a pagare i conti, oppure deve chiedere un aiuto anche per la spesa
Le famiglie bresciane dovranno fare i conti con i rincari delle utenzeLe bollette con i forti rincari - la previsione è di 1.000 euro in più all’anno per famiglia, e anche oltre - non sono ancora arrivate, ma la preoccupazione è già alta
Le famiglie bresciane dovranno fare i conti con i rincari delle utenzeLe bollette con i forti rincari - la previsione è di 1.000 euro in più all’anno per famiglia, e anche oltre - non sono ancora arrivate, ma la preoccupazione è già alta
Le famiglie bresciane dovranno fare i conti con i rincari delle utenzeLe bollette con i forti rincari - la previsione è di 1.000 euro in più all’anno per famiglia, e anche oltre - non sono ancora arrivate, ma la preoccupazione è già alta
Le famiglie bresciane dovranno fare i conti con i rincari delle utenzeLe bollette con i forti rincari - la previsione è di 1.000 euro in più all’anno per famiglia, e anche oltre - non sono ancora arrivate, ma la preoccupazione è già alta

Le bollette con i forti rincari (la previsione è di 1.000 euro in più all’anno per famiglia, e anche oltre) non sono ancora arrivate, ma la preoccupazione è già alta: anche perché, al di là degli aumenti rincari, i problemi a pagare le tariffe di energia, acqua, gas sono già un dato di fatto, da anni. La pandemia ha acuito il problema, facendo crescere il numero delle persone che devono scegliere se comprare da mangiare o affrontare altre spese. La situazione a Brescia, in questo momento, per molte famiglie è davvero molto, molto complicata.

Secondo i dati più aggiornati sono 35.800, pari al 6,8% del totale, i nuclei familiari che in provincia vivono in condizione di povertà assoluta, di questi 6.000 solo nel capoluogo, pari al 6,8% del totale delle famiglie: una situazione che in questo momento si fa ancora più sentire, con i prezzi che schizzano alle stelle e i conti da pagare che si fanno sempre più pressanti. Lo sanno bene sia i servizi sociali del Comune sia tutte quelle realtà, religiose e laiche, che cercano di aiutare le persone in difficoltà, tipicamente o anziani soli con una pensione minima o famiglie numerose dove gli adulti hanno perso il lavoro nell’ultimo periodo o svolgono lavori precari, se non in nero. «Siamo in allerta - dice don Maurizio Rinaldi, direttore dell’ufficio diocesano della Caritas - e i nostri centri di ascolto hanno ben presente il problema, che si trascina da tempo e che certamente si è acuito con la pandemia. In prospettiva ci aspettiamo che i problemi vengano a galla, e magari non solo per le famiglie che già sono in povertà, ma anche per quelle “fragili e vulnerabili“, chi sta sull’orlo della crisi e con quest’ultima ondata di rincari prenderà una botta non indifferente».

Sono famiglie sia italiane che straniere, aggiunge don Rinaldi: «Da tempo situazioni che non si pensava potessero andare in una direzione di difficoltà, ci sono invece finite. È necessario tenere l’alta l’attenzione». «Da sempre abbiamo persone che si rivolgono a noi per aiuti con le bollette – fanno sapere dalla Caritas parrocchiale di San Bartolomeo –. Il problema peraltro è che i ritardi nei pagamenti si accumulano e quindi il debito aumenta sempre più. Nel solo nostro quartiere oggi sono quattro o cinque le persone che ci chiedono aiuto per le bollette, magari non tutti i mesi ma comunque in modo costante. Proprio di recente abbiamo affrontato il caso di una morosità che si trascinava e che è quindi arrivata a 600 euro».

Lo stesso al Punto Carità gestito dalla parrocchia di Borgo Trento, dove ci sono alcuni anziani che fanno fatica a pagare tutti i mesi ma a volte hanno l’intervento economico dei figli, che tuttavia non è né stabile né certo nel tempo. La stessa situazione, per gli anziani, c’è a livello cittadino: «Abbiamo in carico anziani che hanno disagi nei pagamenti, disagi che non sono costanti: a volte ci sono i figli che aiutano, a volte, grazie al nostro intervento, riescono a pagare – osserva Francesca Megni del servizio del Comune - è davvero raro sentire di tagli delle utenze per gli anziani, è molto più frequente invece per le famiglie con figli, spesso straniere. Certo, i rincari, anche se ancora non sono arrivati, fanno aumentare il rischio morosità e portano nuove difficoltà».

Lo stesso ragionamento a «Cibo per tutti», che, oltre a garantire la spesa alimentare (e dei beni di prima necessità) cerca di aiutare per altri interventi, dai mobili ai vestiti, e che ora, con i rincari che pendono come una spada di Damocle, teme davvero l’aumento sia dei beneficiari sia delle esigenze. Sandra Galvardi, classe 1940, è una delle persone che viene aiutata da «Cibo per tutti» con la spesa a domicilio. Per ora per le bollette si è arrabattata da sola, anche perché non ha figli, ma «certo che sono preoccupata per gli aumenti – ammette –; ho la pensione minima sebbene abbia lavorato per oltre quarant’anni: grazie a Cibo per tutti il problema spesa è limitato, per questo posso ancora riuscire ad affrontare da sola il pagamento delle bollette. Staremo a vedere che cosa succede nei prossimi mesi: non posso certo spegnere il riscaldamento, lo tengo già al minimo perché il monolocale dove vivo è piccolo però non è pensabile spegnerlo, anzi, lo alzerei un po’…». •. © RIPRODUZIONE RISERVATA