Brescia snobba
ancora i licei e
sceglie i tecnici

A Brescia gli studenti hanno scelto gli istituti tecnici: il 43% contro il 30 per cento nazionale hanno optato per una istruzione più tecnica
A Brescia gli studenti hanno scelto gli istituti tecnici: il 43% contro il 30 per cento nazionale hanno optato per una istruzione più tecnica

La laboriosa Brescia accentua la sua perenne anomalia. Mentre in tutto il Paese crescono le iscrizioni ai licei, superando di gran lunga la metà, nel nostro territorio tre ragazzi su cinque si indirizzano dopo la terza media o a un istituto tecnico o a un professionale. L’appeal dei licei sale sì dal 38,1% dello scorso anno al 40,8 che però è lontano dal 52 della media lombarda, dal 59,5 di Milano, dal 57,8 della media nazionale. I tecnici sono al 43,1, contro il 30,3 italiano, il 36,2 lombardo; e, sommati al 16,1 dei professionali (cifra che non contempla i cfp) arriviamo quasi al 60%. La media lombarda dei professionali è 11,8, la nazionale 11,9. Curiosamente la provincia che ci assomiglia è Sondrio. In ogni caso a livello italiano l’intera Lombardia, per adesione agli istituti tecnici, è seconda solo al Veneto. Fra i licei il maggior appeal l’ha, come sempre, lo scientifico con un 11,1% che, assieme alle Scienze applicate, diventa 17,8, e, assieme anche allo scientifico sportivo, diventa 18. Seguono le Scienze umane con un 7%, che diventa 10 con l’indirizzo economico-sociale, il linguistico con 6,4, l’artistico con 3,6, il musicale con 0,4. Mantiene la sua nicchia il classico con un 2,3% che trova dietro in regione solo Sondrio e che è distante dal 6,5 nazionale. Nel Paese è il Lazio con la più forte propensione ai licei, la percentuale supera il 70%. Fra i tecnici prevalgono i corsi tecnologici sugli economici, 27 a 15. Il 16,1 dei professionali ci pone secondi in regione soltanto al 17,8 di Sondrio. Il mondo cambia, il Covid aggiunge mutamenti ai mutamenti, ma lo sguardo dei ragazzi che escono dal primo ciclo, circa 12mila, è ancora rivolto al tessuto industriale, alle sue prospettive di lavoro, con la possibilità comunque di accedere all’università per i diplomati quinquennali. Saranno contenti gli imprenditori che molto battono su questo tasto nel periodo dell’orientamento, alla ricerca di personale sempre più specializzato. SONO QUESTI i primi dati forniti dal Miur dopo la chiusura, lunedì, delle iscrizioni all’anno 2021-22 che si sono tenute online per le matricole dei vari ordini scolastici: in provincia più o meno 30mila fra primarie e secondarie. Nei prossimi giorni arriveranno dall’Ufficio scolastico regionale numeri più dettagliati. Mancano ancora le percentuali delle paritarie, nelle quali la scelta è più legata all’offerta locale. Non ci sono descrizioni della scuola dell’Infanzia perchè l’iscrizione poteva avvenire per le statali in modalità cartacea. Il ministero ha rilevato che gli italiani sono sempre più tecnologici dopo l’accelerazione imposta dai lockdown. Non ha richiesto aiuto alla scuola per l’iter l’83,7 per cento contro il 69,4 dello scorso anno. Triplicato è anche l’utilizzo dello Spid, il dispositivo più usato il pc. Il 93 per cento ha apprezzato la procedura. Oltre 248mila utenti sono stati supportati durante la compilazione dall’assistente virtuale “iolly”, messo a disposizione sulla piattaforma per le iscrizioni. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia