IL CASO

Cave di Botticino, il nuovo piano accende la polemica in Comune

di Giuseppe Spatola
L'affondo dell'opposizione su metodi e ragioni della maggioranza: «Così mettono a rischio il lavoro dei cavatori e dell'intero paese»
Botticino storicamente è legato alle sue cave di estrazione del pregiato marmo conosciuto nel mondo
Botticino storicamente è legato alle sue cave di estrazione del pregiato marmo conosciuto nel mondo
Botticino storicamente è legato alle sue cave di estrazione del pregiato marmo conosciuto nel mondo
Botticino storicamente è legato alle sue cave di estrazione del pregiato marmo conosciuto nel mondo

A Botticino, tra i riverberi della montagna scavata dall'uomo, l'hanno già ribattezzata la battaglia del marmo. Il 29 luglio scorso, infatti, il Consiglio comunale di Botticino ha discusso «l'adozione alla variante non sostanziale all'Ambito Territoriale Estrattivo numero tre riguardante le aree di proprietà comunale nel Bacino Estrattivo del Marmo del Botticino Classico».I primi tre Piani decennali nel 1982, nel 1992 e nel 2002 furono redatti da Mario Pinzari, docente presso l'Università La Sapienza di Roma, e avevano consentito di pianificare in maniera moderna lo sfruttamento del bacino marmifero, trasformando l'area estrattiva in una vera e propria area industriale attrezzata, dotata di opere di urbanizzazione e servizi la cui realizzazione ha portato il bacino del Botticino a distinguersi come modello non solo rispetto agli altri bacini estrattivi dei Comuni limitrofi, ma anche a livello nazionale e mondiale. Ora il nuovo Progetto prevede invece che le unità in esaurimento a monte vengano inserite nella schiera a valle restringendo la profondità delle unità attualmente assegnate ed elimina la realizzazione della nuova strada. Su questo punto maggioranza e opposizione, rappresentata dalla coalizione «Per Cambiare Botticino», si sono scontrate duramente. Per le minoranze, infatti, l'accesso a monte, come la buona tecnica mineraria impone, è «indispensabile per la sicurezza e anche l'accesso attualmente esistente, secondo il Piano verrebbe eliminato dall'avanzamento delle unità di cava».Non solo. Le opposizioni, guidate dalla locale sezione della Lega Nord, hanno evidenziato che il «dimensionamento delle nuove unità di cava» verrebbe effettuato in «modo superficiale ed approssimativo». «Riducendo la larghezza delle unità a valle - hanno spiegato in un documento le minoranze - emerge inoltre prepotentemente un aumento della pericolosità. Infatti non potendo accedere ai fronti alti data l'assenza di alcuna viabilità esterna, i fronti stessi dovranno necessariamente essere raggiunti con piste all'interno delle unità di cava. Queste condizioni oggettive creeranno ulteriori e soverchianti problemi per la sicurezza degli addetti oltre a porre seri vincoli per una corretta futura coltivazione del giacimento». Nella variante, sempre ascoltando l'attacco delle opposizioni, emergerebbe «la pericolosità prevista dall'inclinazione di circa sessanta gradi dei profili di abbandono previsti nell'unità produttiva».OLTRE ALLE CRITICITÀ sottolineate ultimamente si sarebbe riscontrata nel bacino la «presenza massiccia di cumuli importanti di materiale di discarica in quantità di gran lunga eccedenti le normali discariche funzionali disseminati in più punti del bacino». Sottolineano i consiglieri di minoranza: «Data la pendenza naturale dei luoghi, la pendenza dei cumuli stessi rappresenta una fonte di pericolo assolutamente da non sottovalutare». «La maggioranza - hanno spiegato a Per cambiare Botticino - annunciava l'intenzione di procedere comunque alla revoca del Piano Pinzari e respingeva questa mozione rifiutando decisamente l'esecuzione della strada adducendo come motivazioni l'eccessivo costo e l'impatto ambientale che tale realizzazione comporterebbe. Le Cave sono un patrimonio dell'intera Comunità, in quanto rappresentano non solo un valore economico ma anche storico, culturale e sociale, e noi abbiamo il dovere e l'obbligo morale di trasmetterlo ai nostri figli nelle migliori condizioni possibili». Una posizione chiara che la coalizione di minoranza ribadirà in un incontro fissato per domani mattina in cima alle cave e dove metterà i suoi paletti per garantire la tradizione. oGiuseppe.spatola@bresciaoggi.it