ISTAT

Chi per studio, chi per lavoro: sono 700 mila i bresciani che ogni giorno si spostano

Cresce la mobilità dei Bresciani per motivi di lavoro, soprattutto, e di studio. Nel 2019 su una popolazione di 1.254.419 persone, ogni giorno hanno lasciato le loro abitazioni 703.197 residenti, a fronte dei 691.283 del 2018. Una mobilità che dà l'idea del dinamismo di un territorio che tra capoluogo e «piccole capitali» non può non offrire occasioni di spostamenti; e anche una possibile chiave di lettura sanitaria alla luce della diffusione del virus che grazie alle restrizioni (ma non solo) degli spostamenti guarda caso si è riusciti a contrastare. Il quadro della popolazione che si sposta ogni giorno per motivi di studio o di lavoro emerge dal rapporto diffuso ieri dall'Istat.

La scuola registra spostamenti di rilievo, se si pensa che nel 2019 si sono mossi giornalmente ben 212mila studenti, 3mila in più rispetto al 2018, con un marcato pendolarismo visto che più di 78mila sono i giovani iscritti fuori dal Comune di dimora abituale. Significativa anche la soglia raggiunta da chi si sposta per motivi di lavoro: 491mila bresciani, di cui quasi 310mila fuori dal Comune di dimora abituale, a fronte di 181mila che hanno invece avuto la fortuna di non fare molta strada per raggiungere il lavoro. Come si può ben intuire, una massa così ingente di movimenti, soprattutto se da paese a paese, offre una importante occasione di analisi e di riflessione sull'impatto relativo al traffico privato e alla domanda di trasporto pubblico che potrebbe contribuire a ridurre i veicoli in circolazione sulle strade; sarebbe anche interessante conoscere le direzioni degli spostamenti tra Comuni per capire quali sono i principali centri attrattori, dando per scontato che la città sicuramente primeggia in questo senso.

A Brescia nel 2019, oltre 108mila persone, più della metà dei residenti, sono uscite di casa ogni mattina per motivi di lavoro e di studio. Riguardo alla scuola, il rapporto indica l'elevato gradimento della città per le lezioni se sono appena 2.726 su oltre 29mila coloro che decidono di varcare in uscita il confine. Ragionamento analogo vale per il luogo di lavoro: prevale in misura più che doppia il numero di quanto lavorano nel Comune, sono quasi 52mila a fronte dei quasi 24mila che invece escono dal perimetro municipale. Il rapporto si inverte nell'analisi del dato provinciale dove le persone che escono dal Comune di residenza per lo stipendio sono 298mila contro 182 impegnate in attività nel proprio Comune di residenza. La distinzione di genere evidenzia una forte mobilità femminile in ambito lavorativo con una schiacciante prevalenza casalinga rispetto alla provincia dove le proporzioni si invertono, a favore delle prestazioni fuori dal Comune di residenza. . © RIPRODUZIONE RISERVATA

William Geroldi

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