«Ci siamo ritrovati sabato sera Li aspettavamo. Poi la notizia»

Imad Natiq: aveva 19 anni e si era trasferito a Nozza da Pertica Bassa
Imad Natiq: aveva 19 anni e si era trasferito a Nozza da Pertica Bassa
Imad Natiq: aveva 19 anni e si era trasferito a Nozza da Pertica Bassa
Imad Natiq: aveva 19 anni e si era trasferito a Nozza da Pertica Bassa

Un sabato sera come tanti altri, cominciato tra scherzi e risa e finito nel dramma. Il sabato sera della tragedia di Rezzato prende il via in Valsabbia tra Carpeneda di Vobarno e Sabbio Chiese, dove i giovani si radunano prima di dirigersi verso i locali del divertimento. Tutti pronti a tuffarsi nella serata, tutti pronti ad andare in giro e a prendere la notte per mano; e Salah, Natiq con tutti gli altri hanno fatto così anche l’altra sera: «I nostri amici - hanno raccontato i ragazzi che erano insieme a loro sabato all’inizio della serata - erano diretti in città per accompagnare Irene, che poi avrebbero lasciato lì. Ma poi sarebbero tornati in valle, dove alcuni di noi li aspettavano a Carpeneda per unirsi a loro, mentre altri attendevano a Sabbio Chiese». Oltre alla Volkswagen Polo un’altra auto si muove verso la città, e a bordo di essa, come passeggero, c’è anche il giovane che ha prestato la macchina, poi guidata da Salah Natiq, agli amici. E poi via, verso Brescia, verso il divertimento, che però non arriverà mai; chi si trova a bordo della seconda auto infatti una volta arrivato a Rezzato si trova di fronte una scena terrificante: l’auto distrutta, gli amici dentro. Raggiunta l’area dell’incidente, i ragazzi si fermano e subito, sconvolti, avvertono tutti: chi li aspettava in valle ma anche, pian piano, amici e famigliari dei cinque ragazzi purtroppo morti. Alla fine sono stati proprio loro, sia quelli che attendevano il ritorno della Polo che i parenti dei cinque a bordo della Polo stessa, a salire in fretta in macchina e, da Sabbio Chiese come da Carpeneda di Vobarno, da Preseglie come da Nozza di Vestone, a dirigersi verso Rezzato dove è aumentata sempre più la disperazione nel rendersi conto di cosa era accaduto, una tragedia di così grandi dimensioni da stordire un’intera valle. Gli amici, ancora, ricordano che l’auto era stata messa a disposizione di Salah solo perché l’amico, colpito da un forte mal di testa, non se la sentiva di guidare in quella occasione: «E poi tutti siamo stati colpiti da questa immensa disgrazia. I nostri amici sono partiti, e non sono più tornati».•. M.Pas. © RIPRODUZIONE RISERVATA