Covid, vaccinazioni verso un ritardo di quindici giorni

Slitta la chiusura della campagna di vaccinazione
Slitta la chiusura della campagna di vaccinazione

Quasi due settimane, è il ritardo accumulato dalla campagna di vaccinazione anti Covid 19 in Lombardia, nei grandi ospedali hub come il Civile. Il rallentamento dei giorni scorsi lascia il segno sul cronoprogramma. L’ATS DI BRESCIA comunica che la flessione dell’ultima fornitura è stata del 30 per cento, e bisogna credere a Pfizer quando dice che ora tutto tornerà alla regolarità dell’inizio? Il colosso statunitense avrebbe garantito il recupero del gap entro il 15 febbraio e annuncia già dalla prossima settimana l’arrivo di 465.660 dosi. Ma solo nel prossimo mese arriveranno le quantità di fiale ancora mancanti dalla lista delle bolle di accompagnamento. Ieri gli Spedali Civili, dopo aver ricevuto poco più di 2300 dosi, hanno ricominciato con gli appuntamenti di medici e pediatri di famiglia rinviati a causa della mancanza di fiale. In Lombardia mercoledì sono state eseguite 8.918 vaccinazioni anti-Covid, un numero ben inferiore alle oltre diecimila dei giorni scorsi. Ha spiegato il responsabile della campagna vaccinale Giacomo Lucchini: «Siamo stati costretti a modificare la programmazione rallentando le prime dosi per garantire a tutti il richiamo. I ritardi nelle consegne di Pfizer sposteranno la fine della prima fase dal 28 febbraio all’11 marzo». Di conseguenza, slitterà l’inizio della campagna per le vaccinazione anti-Covid agli ottantenni e ai cronici, anche se la Regione conta sull’arrivo di 11mila dosi di vaccini Moderna. Nonostante le dichiarazioni di Pfizer, la Regione guidata da Fontana sembra poco ottimista sui tempi e sui margini di recupero. «A causa dei ritardi, la Lombardia - hanno spiegato - avrà 20.000 dosi in meno che diventeranno 25.000 la prossima e nessuna certezza su cosa succederà nelle prossime». E BRESCIA? Fino ad ora, a partire dal 28 di dicembre 2020, sono arrivate sul territorio dell’Ats 42.120 dosi di vaccino, ma se le consegne, ancorchè regolari ora, saranno nella misura fin qui assicurata e non ci sarà lo scatto atteso, e considerando che bisogna garantire il richiamo, sarà tutto molto complicato quando si passerà agli anziani e ai cronici (a cui si aggiungeranno secondo le intenzioni del Pirellone anche gli studenti di medicina che svolgono tirocinio negli ospedali). Gli anziani, infatti, sono tanti. Stando ai dati forniti dall’Ats, quindi non relativi a tutta la provincia di Brescia, la popolazione degli ultra ottantenni da vaccinare è di 80mila persone, e quelli di età compresa tra i 60 e gli ottanta sono all’incirca 250mila. Per sostenere lo sforzo, l’Ats di Brescia su mandato dell’assessorato regionale al Welfare ha emesso un avviso pubblico per la creazione di un elenco di medici volontari disposti a partecipare alla somministrazione dei vaccini. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio