IL RICONOSCIMENTO

Cristina Caprioli, coreografa bresciana da «Illis quorum»

La coreografa  e danzatrice Cristina Caprioli durante una performance
La coreografa e danzatrice Cristina Caprioli durante una performance
La coreografa  e danzatrice Cristina Caprioli durante una performance
La coreografa e danzatrice Cristina Caprioli durante una performance

Dalla sbarra della Forza e Costanza ai palchi internazionali con la sua danza schietta e complessa, rigorosa e giocosa. Indipendente, quindi libera di essere espressione autentica. Una poetica sempre coerente, tra arte e ricerca, quella di Cristina Caprioli, danzatrice e coreografa bresciana il cui nome, da oggi, figura nel prestigioso elenco di coloro che hanno ricevuto l’ «Illis quorum meruere labores», la medaglia d’oro svedese, istituita da re Gustavo III nel 1785, assegnata dal governo per premiare contributi e benefici in ambiti culturali, scientifici e di pubblica utilità. L'iscrizione significa appunto: «Per coloro le cui azioni li rendono meritevoli di esso». Un riconoscimento straordinario per un’artista che in cinquant’anni di attività ha dato, e continua a dare, «eccezionali contributi nel campo della danza svedese e internazionale» con apprezzamenti in ogni parte del mondo. Uno dei più importanti punti di riferimento per la danza contemporanea.

Classe 1953, Cristina Caprioli, figlia del pittore Adriano Grasso Caprioli, scomparso nel 2020, è cresciuta tra Brescia e Gussago ma dopo il diploma al liceo artistico ha varcato immediatamente i confini: destinazione Svezia, paese d’origine della madre. Lì si è formata all’Accademia reale di danza, per poi continuare gli studi negli Stati Uniti. A metà degli anni Novanta, ha iniziato a coreografare. Nel 1998 ha fondato l'associazione CCAP, una compagnia indipendente, all'interno della quale ha prodotto da allora più di 30 opere. Dal 2008 è anche docente di composizione coreografica presso la Scuola di Danza e Circo di Stoccolma, dove vive. Ha lavorato anche in Usa, Germania e Austria conquistando pubblico e critica con la sua danza. «Una vita dedicata al lavoro, ma questo riconoscimento è completamente inaspettato, anche perché non è sulla base di candidature, ma è la commissione di governo ad individuare i meritevoli - racconta la sorella Leonella, docente di Teoria e tecnica dell'Interpretazione scenica al Conservatorio Luca Marenzio di Brescia -. È come ricevere un piccolo Nobel». Risultato prestigioso considerando che, prima di lei (era il 1983), a ricevere l’Illis quorum per la danza è stata la svedese Birgit Cullberg, coreografa del Balletto reale. Ma tra i tanti nomi risaltano anche la scrittrice Selma Lagerlöf, premio Nobel per la letteratura, Greta Garbo e Ingrid Bergman. Cristina Caprioli, col suo rigoroso lavoro su corpo e spazio ha dato forma a vere e proprie installazioni approdate, spiega la sorella, anche alle Tate Gallery di Londra e al Moma di New York. E in Italia? «Ha un legame particolare con Firenze, dove viene spesso invitata per workshop. A inizio carriera si è esibita a Gardone Riviera...speriamo possa esibirsi presto anche a Brescia. Di certo - conclude Leonella Grasso Caprioli - papà sarebbe stato felice di questo riconoscimento che per Cristina è un premio alla carriera».•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Buizza

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