Dal Covid al nuovo decesso: il paese ha un infausto primato

Cigole vive un altro incubo dopo quello di febbraio 2020
Cigole vive un altro incubo dopo quello di febbraio 2020
Cigole vive un altro incubo dopo quello di febbraio 2020
Cigole vive un altro incubo dopo quello di febbraio 2020

Certo è solo una coincidenza, che lascia tuttavia stupefatti. L’encefalite da West-Nile, la cosiddetta febbre del Nilo, nel Bresciano ha fatto la sua prima vittima a Cigole, il paese di soli 1.600 abitanti che nel 2020 si contò anche il primo decesso della provincia dovuto al Covid. Il 29 febbraio, in quel giorno in più regalato da un infausto anno bisestile, si registrava infatti nel centro della Bassa il primo morto per coronavirus, quando ancora non era chiara la portata di quel killer che con il passare delle settimane e dei mesi avrebbe mietuto tante vittime anche nella nostra provincia. Toccò alla famiglia di Francesco Capuzzi, un 86enne senza problemi di salute, essere la prima a piangere il decesso di un proprio caro, dopo un ricovero in ospedale durato solo tre giorni. Una triste sorte che poi avrebbe condiviso con tante altre famiglie della provincia di Brescia. Per fortuna la febbre del Nilo, malattia scoperta in Uganda nel distretto West Nile (da cui prende il nome), non si trasmette tramite il contatto con persone infette e solo un caso su mille può essere letale, così dice la letteratura scientifica, ma quel caso è toccato alla nostra provincia. In questo caso però la vittima era affetta anche da altre patologie. Il sindaco Marco Scartapacchio, che fino al tardo pomeriggio di ieri non era stato ufficialmente informato della causa che aveva provocato il decesso dell’anziano concittadino, da questa mattina darà il via all’attività di disinfestazione richiesta dall’Ats. «È una cosa che comunque facciamo normalmente ogni estate, ma ora la intensificheremo - spiega il primo cittadino di Cigole-. Certo questo secondo primato non ci rende felici. Siamo vicini alla famiglia colpita; per fortuna stavolta non si tratta di una epidemia e spero che la gente adesso non si chiuda in casa temendo ogni zanzara che passa. Ci auguriamo di non dover registrare altri lutti. Ci sarebbe bisogno di serenità dopo questi anni difficili». La seconda persona colpita dall’infezione è una donna di Ghedi che è ricoverata in ospedale. Il sindaco di Ghedi, Federico Casali, ha già provveduto la notte scorsa alla disinfestazione della zona, avvertendo i cittadini attraverso la Protezione di tenere le finestre chiuse. Nel frattempo, come prevenzione di prassi, aveva provveduto alla bonifica dei parchi pubblici e delle aree verdi. La terza persona infetta, e asintomatica, è stata individuata prima di una donazione di sangue.•. Mi.Mon.