Dalle app fino al riutilizzo resta però qualche ombra

Anche alcune app possono favorire il riutilizzo del cibo
Anche alcune app possono favorire il riutilizzo del cibo

Nella lotta contro gli sprechi alimentari Brescia si dimostra una città attenta e, in buona misura, un modello virtuoso: i servizi di Bresciaoggi delle scorse settimane, oltre che ha stimolare il dibattito, hanno portato in evidenza i numerosi progetti di recupero, a scopo benefico, del cibo dalla grande distribuzione, oltre all’impegno profuso nelle mense scolastiche e nell’educazione alimentare di studenti e cittadini. I bresciani si distinguono anche come consumatori responsabili pure nel privato: le stime raccolte attestano che ogni bresciano spreca al mese un chilo di cibo, un terzo in meno rispetto alla media nazionale. PER QUELLO che riguarda i ristoranti, si hanno a disposizione solo i dati nazionali, secondo i quali la maggior parte degli sprechi alimentari nella ristorazione avviene durante la fase di preparazione degli alimenti (45 per cento del totale), o nei piatti dei clienti (34 per cento), o per deterioramento dei cibi (21 per cento). Dall’altra parte buone pratiche, modelli da seguire e progetti in atto ce ne sono: innanzitutto vanno pensati al meglio gli ordinativi di cibo e definire con attenzione i menu, provando a evitare il deterioramento dei cibi, riutilizzare il cibo avanzato per nuove ricette e permettere al cliente di scegliere la mezza porzione per evitare gli avanzi nei piatti. I clienti invece dovrebbero essere in grado di capire il loro livello di fame e avere a disposizione un contenitore per portare a casa eventuali avanzi. Ma pare proprio che gli Italiani si vergognino ad attuare questa buona pratica: è applicata solo dal 15,5 per cento della clientela, nonostante il 43 per cento dei ristoratori comunichi ai clienti la possibilità di farlo. Eppure progetti di versioni italiana del doggy bag ci sono, come «Il rimpiattino» della Confcommercio-Fipe o il «Family box» di «ricibiAmo. Chi ama il cibo non lo spreca», entrambi attivi in molte città ma non a Brescia: «Credo che sia solo questione di non conoscenza – valuta Miriam Bisagni presidentessa di “Piace cibo sano”, realtà che ha sviluppato il progetto “ricibiAmo” – perché una volta che i ristoratori ne sono informati aderiscono con entusiasmo». Ci sono anche piattaforme di food sharing: alcune sono non profit come BringtheFood, un progetto del gruppo Ict4G della Fondazione Bruno Kessler, che mira a ridistribuire il cibo in eccesso di produttori e distributori alle organizzazioni non profit e che trae forza dalla rete costruita con consorzi di produttori locali, le Acli e la Comunità di San Benedetto al Porto a Genova (Don Gallo). BringTheFood per la Ristorazione rende immediata la donazione delle eccedenze alimentari di mense aziendali e scolastiche, consentendo un recupero e una redistribuzione entro le 24 ore. APP ANCHE per il progetto Too Good To Go (Troppo buono per essere buttato), una start up nata in Danimarca e oggi presente in 10 paesi europei, da poco anche in Italia. I ristoratori e i commercianti di prodotti iscritti possono mettere in vendita le Magic Box, che hanno una selezione di prodotti e piatti freschi, rimasti invenduti a fine giornata e che non possono essere rimessi in vendita il giorno successivo. I consumatori possono acquistare questi cibi a prezzi tra i 2 e i 6 euro. I ristoranti biologici Exki e i negozi Carrefour Italia sono tra i primi punti vendita aderenti al progetto (ma al Carrefour di Brescia non c’è). Altro modello di food sharing è quello proposto da Regusto che si rivolge ai privati e alle pubbliche amministrazioni e organizzazioni non profit; l’app offre proposte alimentari take away del settore hotel - ristoranti - caffè (Ho.Re.Ca.) selezionate a un prezzo scontato e introduce il concetto di prezzo variabile : il ristoratore che si accorge di aver un prodotto in eccedenza lo rende noto tramite la app offrendolo verso sera in super offerta. All’app può essere associata la Regusto Bag un contenitore compostabile sul modello doggy bag.

I.P.