«Disabilità, sempre esemplari le associazioni bresciane»

A Brescia le realtà che si occupano di disabili sono un esempio da seguire: e così una visita istituzionale ha applaudito l’impegno di chi quotidianamente lotta nell’emergenzaLe realtà bresciane dell’assistenza sempre in prima linea SERVIZIO FOTOLIVE/Davide BrunoriL’assessore Alessandra Locatelli, Anna Nodari e il ministro Erika Stefani
A Brescia le realtà che si occupano di disabili sono un esempio da seguire: e così una visita istituzionale ha applaudito l’impegno di chi quotidianamente lotta nell’emergenzaLe realtà bresciane dell’assistenza sempre in prima linea SERVIZIO FOTOLIVE/Davide BrunoriL’assessore Alessandra Locatelli, Anna Nodari e il ministro Erika Stefani

«È sempre un orgoglio vedere la grande eccellenza delle associazioni del territorio attive nei settori delle disabilità»: così il ministro per le disabilità Erika Stefani, presente ieri a Brescia, accompagnata nel suo giro lombardo dall’assessore alla famiglia della Regione Lombardia, Alessandra Locatelli. Una giornata dedicata ad incontri con persone che vivono ogni giorno a contatto con le disabilità, quelle che gravitano nell’universo dell’Unione ciechi e ipovedenti (Uici) e dell’Anffas-Fobap. Nelle sedi delle due storiche realtà le due rappresentanti dei governi nazionale e regionale hanno ascoltato, osservato, appreso i dettagli dei servizi che Uici e Fobap offrono da anni; «È fondamentale sapere le esigenze, le criticità, i bisogni di chi ogni giorno vive la disabilità, incluse la famiglia, gli operatori, le strutture, perché solo facendo rete è possibile dare risposte concrete – ha continuato Stefani -. Nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza sono stati inseriti 6 miliardi in risorse da destinare alle persone disabili, con l’idea di avere una legge quadro che sia una grande riforma e che metta al centro la persona attorno alla quale costruire un progetto di intervento». Ulteriore elogio delle eccellenze bresciane è arrivato dall’assessora Locatelli che ha fatto notare «l’entusiasmo che si trova nelle persone attive nelle associazioni, grazie alle quali è stato possibile, nonostante la pandemia, attuare un salto di qualità che ci indica la giusta strada per affrontare un futuro complesso come quello del Terzo settore». All’attenzione del ministro sono stati sottoposti nello specifico due servizi: dapprima l’intervento precoce offerto dall’Uici di Brescia che «come sezione è stata la pioniera in questo tipo di servizio, attivo da circa 15 anni che si rivolge specificatamente ai bambini con disabilità visiva e disabilità complessa in età pre-scolare; si tratta di un percorso terapeutico e riabilitativo che, ogni anno, coinvolge circa 80 famiglie del territorio lombardo tra i mesi di ottobre e giugno», ha spiegato la presidente di Uici Brescia Sandra Inverardi alle autorità, accolte in sede anche da alcune famiglie che godono di questa offerta nonchè dalla note di una piccola utente, Anna Nodari, che ha suonato il piano. A ciò si aggiungono i campi estivi «che sono stati realizzati pure lo scorso anno e che riproponiamo anche per questo agosto, al mare a Duna Verde di Caorle (Ve), dove aspettiamo assessore e ministro», ha aggiunto Nicola Stilla, attivo in Uici Brescia e pure a livello nazionale. In seguito la delegazione istituzionale si è spostata ad Anffas-Fobap, dove ad accoglierla vi erano, tra gli altri, il presidente Giorgio Grazioli e il direttore Filippo Perrini, insieme all’assessore ai servizi sociali del Comune di Brescia Marco Fenaroli. Anche qui è stata condotta una visita al «Centro Francesco Faroni», che rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’associazione poiché «la metodologia di intervento con i bambini autistici, oltre all’aspetto ambulatoriale, prevede quello sociale: i nostri operatori accompagnano i bimbi ogni giorno, nei luoghi della loro vita», ha sottolineato Perrini. La delegazione ha visitato le stanze del Centro che è un vero e proprio ambulatorio abilitativo, che offre ad un centinaio di utenti la possibilità di accedere gratuitamente a trattamenti indiretti, orientati cioè alle persone che si occupano del bambino sia in casa sia in altri contesti significativi: genitori, familiari, caregivers, insegnanti, educatori del tempo libero e dell’associazionismo», ha aggiunto Grazioli.•.

Irene Panighetti

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