POLITICA/1

Forza Italia, dopo l'addio di Mattinzoli il partito ora è nelle mani di Paroli

di Natalia Danesi
Mariastella Gelmini e Adriano Paroli
Mariastella Gelmini e Adriano Paroli
Mariastella Gelmini e Adriano Paroli
Mariastella Gelmini e Adriano Paroli

Per Forza Italia, a Brescia, è l’ora più dura. Dopo l’abbandono della ministra Mariastella Gelmini, ieri anche l’assessore regionale alla Casa Alessandro Mattinzoli ha annunciato che lascerà la guida del coordinamento provinciale e il partito rimettendo le deleghe nelle mani del governatore Fontana. Un partito che ora sta deflagrando, anche a livello locale. La decisione di Mattinzoli è stata comunicata al direttivo regionale, convocato per ieri mattina, dalla coordinatrice Licia Ronzulli. La quale ha subito chiesto al senatore ed ex sindaco Adriano Paroli la disponibilità a ricoprire il ruolo di commissario plenipotenziario per la provincia, e per la città, azzerando di fatto tutte le cariche. Seguirà comunicazione ufficiale, ma sembra ormai cosa fatta.

Sulla vicenda, vertici e militanti locali di Forza Italia manifestano sconcerto: che Mattinzoli, gelminiano, volesse lasciare la guida provinciale del partito era cosa nota. Meno, che volesse andarsene del tutto. «Nessun preavviso, solo un vocale nella chat del provinciale», dicono. Paroli, in queste ore impegnato a Roma, si dice confortato dal fatto che Forza Italia a Brescia è già molto ben strutturata ed è convinto che il partito continuerà a giocare un ruolo determinante per le politiche del prossimo Governo di centrodestra: «Sapevamo che l’uscita di Mariastella Gelmini sarebbe stata seguita da quella di qualche amico stretto, non si sa se per amicizia o condivisione del progetto politico. La linea del partito è sempre la stessa: dobbiamo lavorare insieme, c’è posto per tutti quelli che hanno lavorato fino adesso di cui conosco bene il valore», assicura il neo commissario. Che precisa: «Forza Italia è e resta un partito cattolico, liberale, atlantista e europeista, che ha le sue radici nel Ppe e ha sempre permesso libertà di coscienza e di azione su alcuni temi. Il limite però c’è e deve essere chiaro a tutti: le indicazioni e i valori si

giocano in una campagna elettorale che vedrà Forza Italia essere determinante per le politiche del prossimo governo di centrodestra, nel centrodestra. Non a disposizione del miglior offerente». Non è escluso che nelle prossime ore ci siano altre fuoriuscite. Dal canto suo Paola Vilardi, capogruppo in Loggia, non ha alcuna intenzione di andarsene: «I metodi contestati da Gelmini sono quelli che lei stessa ha creato e utilizzato negli anni - spiega -. Io sono sempre stata nel centrodestra che va salvaguardato. Il partito dei moderati nel centrodestra è Forza Italia». Resta anche Claudia Carzeri, consigliere regionale e presidente della V Commissione: «Forza Italia - dice - è rimasta sempre la stessa. Forse, quando si ragiona di pancia si fanno scelte che sono personali e ideologiche. Il rischio è che qualcuno aspetti di arrivare alle elezioni per decidere dove stare: il nostro partito non può più essere utilizzato come porta girevole». La decisione di azzerare i vertici ha lasciato invece chiaramente interdetto il coordinatore cittadino Paolo Fontana: «Vista la situazione difficile che sta attraversando Forza Italia qualche giorno fa avevo chiesto la convocazione di un direttivo allargato ai tutti i nostri amministratori e militanti come luogo di riflessione e condivisione. Questa conversazione è stata annullata e pare che sia stato l’espediente, per una sorta di lesa maestà, per azzerare di fatto il coordinamento cittadino ed il coordinatore; metodi per nulla liberali e distanti dalla mia cultura politica - riflette Fontana -. Sulla nomina del nuovo commissario avrei preferito una figura legata concretamente al territorio come uno tra i nostri bravi sindaci». Le elezioni a settembre, per il coordinatore cittadino, «accelerano inoltre la riflessione sulle candidature e a mio avviso la classe dirigente locale va promossa e salvaguardata; mai come oggi, la differenza la fanno le persone e, vista anche la riduzione dei parlamentari, è necessario scegliere bene e che siano gli amministratori locali ed i militanti di Forza Italia a scegliere chi li dovrà rappresentare a Roma. Abbiamo tanti sindaci, assessori, consiglieri, bravi e con ampio consenso, che potrebbero essere ottimi onorevoli».•.