LE NUOVE REGOLE

Green pass: 30 mila lavoratori in fila per fare i tamponi

Chi non ha ricevuto almeno una dose di vaccino dovrà esibire il test che avrà validità di 72 ore per i molecolari e 48 per gli antigenici
La app per la verifica della validità del Green Pass
La app per la verifica della validità del Green Pass
La app per la verifica della validità del Green Pass
La app per la verifica della validità del Green Pass

Il 15 ottobre è oramai dietro l’angolo e per i lavoratori bresciani la corsa al Green pass si fa complicata. Secondo i dati forniti da Ats Brescia e Ats Montagna a metà agosto più o meno un quarto (104mila su 432mila) dei lavoratori dipendenti nella provincia di Brescia non aveva ancora effettuato il vaccino prima dose mentre altri 144mila dovevano fare ancora la seconda dose. Come dire che un mese e mezzo fa almeno la metà dei lavoratori bresciani non aveva completato il ciclo vaccinale. Oggi sarebbero almeno 50 mila nel Bresciano le persone ancora da vaccinare con la seconda dose e circa 30 mila dovranno fare i tamponi ogni 48 ore per entrare in azienda dopo il 15 ottobre non avendo ricevuto nemmeno una dose. A lanciare l’allarme a inizio settembre era stato il segretario provinciale della Cisl, Paolo Reboni.

Lo scorso 11 giugno a Brescia, in Prefettura, Cgil Cisl Uil hanno sottoscritto un accordo che aveva l’obiettivo di incentivare la vaccinazione anti Covid anche tramite l’erogazione di un permesso retribuito – fino a 4 ore – per i lavoratori chiamati a vaccinarsi durante l’orario di lavoro. Purtroppo in alcune aziende si è fatto fatica a far rispettare l’intesa. La Cisl bresciana è quindi tornata sul tema sottolineando che l’accordo del 3 agosto siglato con Confindustria Brescia (e che prevedeva anche un’ora di permesso al lavoratore che accompagna il familiare a vaccinarsi) confermava implicitamente che le modalità decise a giugno potevano essere uno strumento per promuovere la vaccinazione, a maggior ragione se l’obbligo vaccinale fosse diventato legge. Secondo i sindacati di questo passo i lavoratori saranno in sicurezza solo a metà dicembre. «A metà agosto erano circa 250mila, tra prima e seconda dose, i lavoratori che dovevano ancora vaccinarsi – aveva spiegato Reboni – oltre 100mila per la prima dose. Se il ritmo delle vaccinazioni dovesse ritornare verso le 6.000/7.000 al giorno, stimiamo che per la provincia di Brescia ci vorrebbero 15 settimane per coprire tutti i lavoratori». Calendario alla mano, si arriva al 15 dicembre.

Intanto la Direzione generale del dipartimento del Welfare lombardo, d'intesa con l'Unità di Crisi, ha invece confermato l'avvio per oggi della campagna «booster» con vaccino Comirnaty (Pfizer/Biontech) per tutti gli operatori all'interno delle strutture di ricovero e di cura e per i quali sono trascorsi almeno 180 giorni dal completamento del ciclo vaccinale di base (prima e seconda somministrazione o dose unica). La circolare ministeriale prevede anche che sia ampliata la platea degli eligibili alla dose di richiamo booster agli over 60 e ai fragili.

L'obiettivo che si era posto il Governo di vaccinare l''80% della popolazione, dapprima fissato per il 30 settembre e poi per la seconda metà di ottobre, è stato superato nella giornata di sabato. Una meta che era stata individuata alcuni mesi fa dall'esecutivo in accordo con il Commissario per l'Emergenza Francesco Figliuolo. Un risultato che il presidente del Consiglio superiore di Sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli ha definito «formidabile» il cui merito va «a tutte le istituzioni sanitarie del Paese, alle attività del commissario per l'emergenza» ma soprattutto «un risultato che ci ha permesso - ha sottolineato - di ridurre la circolazione virale e di ridurre il numero di morti». A questo punto sono 296.624 le persone che hanno fatto anche la terza dose, pari al 3,92% della popolazione. In termini assoluti la Lombardia ha somministrato il maggior numero di dosi, oltre 15 milioni, seguita dal Lazio, con oltre 8 milioni di dosi e dalla Campania. Ma in termini percentuali considerando le dosi consegnate e quelle iniettate la percentuale maggiore è della Toscana con il 90,5%. All'appello mancano però, secondo i dati del report settimanale del Governo, oltre 8 milioni italiani over 12 che non hanno ricevuto alcuna dose. Si tratta del 15,54% della popolazione ancora vaccinabile. •.

Giuseppe Spatola