I POLITICI

I bresciani: «Mattarella, sette anni di valore, ora un'altra figura autorevole»

Le voci dei parlamentari bresciani sull'elezione del presidente della Repubblica
Le voci dei parlamentari bresciani sull'elezione del presidente della Repubblica
QUIRINALE: I PARERI DEI PARLAMENTARI BRESCIANI

I parlamentari bresciani non esitano a elogiare il settennato del Presidente uscente. Ma per l'immediato futuro? Quali le ricette?
Se Crimi sogna una donna al Quirinale, il ministro Gelmini spera invece nella salita al Colle di Berlusconi. In generale i bresciani eletti "allontanano" l'idea dell'incarico a Draghi: «Senza di lui a rischio la ripresa post-Covid» è un pensiero ricorrente. Ma analizziamo le posizioni nel dettaglio.
Il Consiglio regionale della Lombardia sceglierà oggi i tre delegati che prenderanno parte all'elezione del nuovo presidente della Repubblica successore di Sergio Mattarella. Sono invece 15 i parlamentari bresciani che saranno sicuri protagonisti in aula del voto per il Quirinale.
Lega
In casa Lega passa la linea del «pensiero unico». Così i parlamentari leghisti Simona Bordonali, Paolo Formentini e Raffaele Volpi insieme a Eva Lorenzoni, Giuseppe Donina con Matteo Micheli oltre al senatore Stefano Borghesi hanno preferito una nota comune per commentare il «momento storico».
La linea è quella dettata da Matteo Salvini: «Ringraziamo il Presidente Mattarella per il gravoso compito che è stato chiamato a svolgere - hanno rimarcato dimenticando le vecchie critiche mosse al Quirinale -. Adesso si apre una fase nuova che deve coincidere necessariamente con la ripresa della nostra economia. Mario Draghi sta svolgendo un lavoro complicato e la sua figura autorevole è quella che ha consentito a forze politiche con visioni del mondo molto diverse tra loro di poter coesistere: riteniamo che questa situazione vada preservata. Matteo Salvini è al lavoro per individuare una figura che possa svolgere nel modo migliore il ruolo di garante: puntiamo a un nome di alto profilo che provenga dal centrodestra, l'area politica maggioritaria tra gli italiani».
Forza Italia
Il senatore forzista ed ex sindaco di Brescia, Adriano Paroli, si allinea con il giudizio degli azzurri. «Mattarella ha svolto il proprio compito adeguando il compito ai vari momenti politici. Cosa servirà? E' importante che il Presidente incarni la vita politica. Da qui sostengo la candidatura di Silvio Berlusconi, legittimato dalla sue battaglie politiche sempre chiare». 
Profilo istituzionale invece per Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie. «Un appuntamento solenne, che il Parlamento è pronto ad affrontare spero con la massima responsabilità. Non schivo il tema Berlusconi: la sua candidatura sarebbe una grande occasione per il centrodestra, che lo sosterrebbe in modo compatto, ed una sua elezione sarebbe l'occasione per pacificare il Paese dopo anni di aspre tensioni tra diversi schieramenti. Il premier Draghi ha le qualità e la statura per ricoprire qualsiasi ruolo, ma Forza Italia ritiene che sia più utile resti a Palazzo Chigi».
Fratelli d'Italia
Il senatore di Fdi Gianpiero Maffoni non si discosta dal pensiero di Giorgia Meloni. «Fratelli d'Italia vuole la compattezza del centrodestra. Siamo infatti convinti che sia giunto il momento di poter avere al Quirinale un Presidente che sia espressione della maggioranza degli elettori. A Mattarella riconosciamo l'aver avuto particolare empatia nei confronti degli italiani durante un periodo così difficile. Tuttavia avremmo preferito che si prodigasse per concedere agli italiani un voto che avrebbe potuto dare stabilità al Paese».
Movimento Cinque Stelle
Mentre l'onorevole ed ex sottosegretario Claudio Cominardi si è reso irreperibile, l'ex vice ministro alla giustizia, il pentastellato Vito Crimi, invece ha parlato confidando in un «colpo rosa». «Il presidente Mattarella ha dimostrato grande capacità di equilibrio e ha rappresentato egregiamente l'unità nazionale. Non è il momento di parteggiare per una figura di riferimento di una o dell'altra area politica, ma occorre trovare qualcuno all'altezza, capace di rappresentare l'unità nazionale. Spero in una figura che sia ispirata dall'interesse e dall'ascolto dei cittadini. Credo sia arrivato il momento di pensare a una figura femminile che abbia queste caratteristiche, di cui il Paese non è certo carente».
Partito Democratico
L'onorevole Marina Berlinghieri del Partito Democratico guarda a Matterella come un esempio difficilmente «clonabile» per statura morale. «Il settennato di Mattarella è stato caratterizzato da rigore, equilibrio e dalla strenua difesa delle Istituzioni democratiche. Nel nostro Paese ci sono importanti profili politico-istituzionali e biografie che avrebbero tutte le carte in regola per il Colle. Candidature "alla Berlusconi" non sono percorribili. Berlusconi porta con sé un'idea del bene comune piegato agli interessi dei pochi e una visione del Paese estremamente divisiva. Elezioni anticipate? Uno scenario di immobilismo che non possiamo permetterci».
Stesso piglio per il collega di partito Alfredo Bazoli: «Mattarella ha rappresentato molto bene l'unità nazionale. Il successore dovrebbe avere caratteristiche analoghe: occorre un candidato che unisca il Paese, vista anche la difficoltà e l'emergenza. Occorre evitare che la scelta metta a repentaglio la continuità della legislatura. Essendo in emergenza, immaginare elezioni anticipate che lasciano senza guida il Paese sarebbe una sciagura, una iattura».
Noi per l'Italia
Alessandro Colucci di Noi per l'Italia è ancora più diretto. «Mattarella ha saputo tenere insieme il Paese. Con l'incarico di governo al presidente Draghi ha messo al sicuro l'Italia, dopo una parentesi devastante del Governo Conte, che senza ombra di dubbio è stato il peggiore della storia repubblicana. Ritengo che la candidatura di Berlusconi sia di indubbia credibilità, anche per la sua storia politica alla guida del nostro Paese e nei rapporti internazionali e in continuità con il presidente uscente». © RIPRODUZIONE RISERVATA