L'INIZIATIVA

Viaggio nei cinema scomparsi di Brescia. Dal bianco e nero al dolby surround

Ambra, Adria, Crocera, Centrale e Ideal: sono le sale che hanno segnato un'epoca e che ora è possibile riscoprire attraverso un programma di visite guidate a cura di Fondazione Brescia Musei e dell'Eden
Il Crocera nell’area dell’ex ospedale affacciava sul corsoL’ingresso del cinema Adria, sala cinematografica, anche questa ormai chiusa, sotto i portici di piazza Vittoria
Il Crocera nell’area dell’ex ospedale affacciava sul corsoL’ingresso del cinema Adria, sala cinematografica, anche questa ormai chiusa, sotto i portici di piazza Vittoria

Dal bianco e nero al dolby surround, emozioni evoluzioni e rivoluzioni in 16:9, tra metamorfosi sociali e scenari urbani futuribili. Aggrappati a una grande certezza: pur dato per spacciato più e più volte il cinema esiste, resiste e programma l’ennesima rigenerazione. Fedele alla sua stessa essenza e alla linea sinestetica messa a fuoco nel manifesto del progetto, frutto della collaborazione tra Fondazione Brescia Musei e Nuovo Eden: «Forse non sempre si ricorda la pellicola proiettata sullo schermo, ma certamente si possono ricordare gli odori della sala - fra il dolciastro delle caramelle e il fumo di sigaretta - e risuonano in testa le voci che precedevano il buio, poi il brusio, il silenzio e alla fine la luce…la magia, quella la si ricorda benissimo». Ieri, oggi e domani. Sensazioni universali, spazi e architetture che raccontano bagliori di vita e destini incrociati. Il percorso si addenterà nei luoghi del vivere condiviso e dunque nella memoria e nell’identità collettiva; affonderà le radici in ciò che è stato, senza però intenti nostalgici o commemorativi: partirà dal passato per guardare al futuro. L’obiettivo? «Tracciare una mappa identitaria della storia della città, dallo sviluppo tecnologico e urbano che ha caratterizzato il passaggio fra diciannovesimo e ventesimo secolo, dagli anni del boom economico del dopoguerra fino ai giorni d’oggi, tempi in cui la cultura torna a far vivere il centro riempiendolo di un nuovo senso». Già parzialmente intrapreso nei mesi scorsi con dirette tematiche e post sui canali social, «Il viaggio nei cinema scomparsi di Brescia» entrerà nel vivo anche in presenza a partire da domenica, aprendo idealmente la strada a un ciclo di visite guidate «che risveglieranno memorie d'infanzia ma soprattutto daranno elementi di riflessione sulla storia del cinema, cittadino e non solo, un’arte che non smette mai di stupire». E che proprio a Brescia trovò subito terreno fertile: la prima proiezione in città risale al 1896, a meno di un anno dalla celebre serata organizzata dai Fratelli Lumière al Salon Indien du Grand Café, al Boulevard des Capucines a Parigi. In pochissimi anni, un gran botto: le sale si moltiplicano, cinema di lusso e avamposti più spartani, prime, terze e quarte visioni, in spazi appositamente pensati o conversioni inaspettate. Frammenti mnemonici disseminati lungo i tre i itinerari previsti, con la guida turistica Lara Contavalli (Oltre il Tondino) a rendere l’esperienza ancora più immersiva, tra aneddoti, ricordi e curiosità, e la famiglia Quilleri (Il Regno del Cinema) protagonista di eventi speciali in divenire: la prima tappa, domenica, dalle 10 (e poi il 19 maggio, alle 18.30) si addentrerà «alle origini della magia, dalla fine del 1800 ai ruggenti anni 20»; a inizio giugno tuffo invece nel «Boom! Le sale dove è obbligo sognare, dagli anni ’30 agli anni ’80», golden age in cui le sale stesse diventano crocevia di ideali e di confronti intellettuali; evocando i vari Astra, Odeon, Ideal, l’ultima fermata del tour – «Perdersi ritrovarsi», verso fine giugno – graviterà fra sale scomparse e sale rinnovate, «luoghi che oggi non si riconoscono più ma anche storie contemporanee di luoghi che sopravvivono e che grazie al cinema creano senso e condivisione». Il costo di ogni visita è 8 euro; durata un’ora e mezza, il luogo di ritrovo sarà comunicato in fase di conferma della prenotazione (obbligatoria: 030 2977833; santagiulia@bresciamusei.com; www.nuovoeden.it).•.

Elia Zupelli

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