«I ristoratori sono disperati Class action per risarcirli»

Da sinistra Marco Osnato, Giampietro  Maffoni ed Eugenio  Fossati
Da sinistra Marco Osnato, Giampietro Maffoni ed Eugenio Fossati

Fratelli d’Italia ha iniziato ieri un ciclo di incontri con una serie di associazioni di categoria, «rappresentative - come ricordato dal dirigente nazionale Giangiacomo Calovini - di quel mondo imprenditoriale che sta vivendo un periodo difficilissimo a seguito delle misure adottate per contenere la diffusione del virus». Il faccia a faccia è stato in prima battuta dedicato tra gli altri a panificatori, pasticceri, estetiste, parrucchieri, carrozzieri, auto riparatori e taxisti aderenti all’Associazioni Artigiani, e in secondo momento al comparto bresciano della ristorazione che si riconosce in Arthob. «Ascoltando i titolari di ristoranti, osterie e trattorie è emerso il profondo smarrimento della categoria di fronte alla grande confusione generata e dalla quale questo governo non riesce ad uscire», ha spiegato Gianpietro Maffoni. IL SENATORE e coordinatore provinciale di FdI condivide la richiesta formulata dai suoi interlocutori: «Si dia la possibilità, nelle forme più opportune, di garantire l’apertura dei ristoranti, seppure a fronte di una severa limitazione del numero dei tavoli». «Da operatore del settore posso assicurare che io e tantissimi miei colleghi abbiamo investito molto denaro per la sicurezza dei nostri clienti e dei nostri dipendenti - ha sottolineato Eugenio Fossati, responsabile dipartimento attività produttive di Fdi Brescia -. Vogliamo riaprire, lavorare e tornare alle nostre vite». L’onorevole Marco Osnato, a Montecitorio nelle fila di FdI, ha indicato un aspetto a suo parere «politicamente rilevante» della vicenda: «La scarsa consapevolezza da parte del governo nell’imporre limitazioni, stabilite senza una vera base scientifica». Per questa ragione, ha annunciato, «Fratelli d’Italia si farà carico di intentare un’azione collettiva di risarcimento a favore di ristoratori e categorie affini». Gli argomenti giuridici a sostegno dell’iniziativa vertono su «chiari profili di incostituzionalità che emergono dalla stesura dei dpcm e dall’aver appurato che mai il Comitato Tecnico Scientifico ha sollecitato la chiusura serale dei ristoranti». Le adesioni degli operatori vengono raccolte attraverso l’indirizzo di posta elettronica sosristoranti.fdi@gmail.com. Nel frattempo il partito di Giorgia Meloni chiede «l’uscita dalla logica dei codici Ateco», nonché indennizzi per la categoria tarati sul fatturato dichiarato ante pandemia e non sulla base di ristori periodici. •

M.ZAP.