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Il cuore amico batte per le missioni estere

LA CERIMONIA. La ventiduesima edizione del premio è stata consegnata nelle mani di padre Aldino Amato dell'ordine domenicano e a suor Maria Giovanna Alberoni
Il missionario in Pakistan: «Non sono un eroe» L'emozione della religiosa da 60 anni in India «Conservo ancora il ricordo dei miei primi giorni»
Foto ricordo per i vincitori della 22a edizione del premio FOTOLIVE
Foto ricordo per i vincitori della 22a edizione del premio FOTOLIVE

Abituati al silenzio e alla riservatezza, i «Nobel missionari» del Premio Cuore amico quasi si perdono nella grande sala di Confartigianato affollata di gente. Nella loro vita hanno affrontato emergenze estreme, situazioni ai margini, guerra e povertà, eppure non hanno il piglio né il disincanto di un'esistenza in prima linea. Umili e semplicissimi, sembrano baciati da una calma olimpica. E' ieratico padre Aldino Amato nel saio bianco dell'ordine domenicano, essenziale suor Maria Giovanna Alberoni, rigorose Lucia Robba e Mariuccia Gorla, le due volontarie laiche, vestite casual per non rubare la scena a nessuno. A loro è stato riconosciuto quest'anno il Premio Cuore Amico, con una dotazione complessiva di 150 mila euro per proseguire le opere di civilizzazione nei Paesi più poveri. «NON SONO UN EROE», tiene subito a precisare padre Aldino Amato, pugliese, da 50 anni missionario in Pakistan. Non si sente neanche più del tutto italiano, abituato com'è a parlare sempre urdu, a vivere quella terra lontana che è diventata anche sua. «I primi vent'anni in Pakistan ho fatto il missionario di frontiera, giravo in bicicletta a visitare le famiglie di 180 villaggi – racconta -. La gente continuava a non saper né leggere né scrivere, ed è stato allora che, passando alle parrocchie di Okara e Rhempur, ho capito che dovevo avviare un nuovo metodo: educare i giovani». Da quell'intuizione sono nate scuole, un grande ospedale (cui Medicus Mundi Brescia ha donato numerosi macchinari) e un istituto di avviamento al lavoro. Tutto questo ha contribuito a rompere un pregiudizio atavico, quello secondo cui le donne non devono studiare. «Le ragazze si formano nelle nostre scuole, cerchiamo poi di inserirle nello staff d'istituto per garantire loro un salario, è così che la loro mente si è aperta, tanto che oggi non accettano più matrimoni combinati, ma vogliono scegliere da sole il ragazzo da sposare». A poca distanza opera suor Maria Giovanna Alberoni, piacentina delle Orsoline di Maria Immacolata, da 60 anni missionaria in India, dove è arrivata a soli 22 anni. Qui è diventata medico chirurgo studiando al collegio universitario di Nuova Delhi, e ha lavorato in diversi ospedali. «Di quel periodo – dice -, conservo ancora il ricordo di occhi sgranati nel vedere me, suora in Lambretta: una scena cui nessuno allora era abituato». L'impegno è proseguito nell'“Holy Family Hospital” di Bandra, un grande sobborgo di Bombay, dove è riuscita ad ampliare l'istituto da 22 a oltre 200 posti letto. Di ospedali in India suor Maria Giovanna ne ha girati diversi, si è impegnata nel servizio sociale e nelle adozioni a distanza, nei centri per seguire bambini e donne con Aids. E nei momenti difficili ha sempre trovato soccorso nel motto della fondatrice, beata Brigida Morello: «bisogna aver confidenza e cuore grande». LA 22A EDIZIONE del premio cade in un momento speciale, in cui muove i primi passi l'Anno della fede e si celebra il cinquantenario del Concilio Vaticano II. «Il Papa ha invitato a cogliere questa occasione per rilanciare la cooperazione missionaria, cosa che vogliamo fare anche a Brescia, fungendo da megafono per chi è da 30 o 50 anni in missione – dice don Armando Nolli, presidente dell'Associazione Cuore Amico Fraternità Onlus, affiancato da sindaco, viceprefetto e vicequestore -. Un modo, questo, per riaffermare che nella vita quello che vale è sapersi donare». Anche il vescovo, monsignor Luciano Monari, ha sottolineato l'impegno dei premiati declinandolo come «occasione per la città, che ha bisogno di questi stimoli per alimentare un clima di solidarietà, capace di orientare i comportamenti di ciascuno». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lisa Cesco