VIA TRIUMPLINA

La difesa del benzinaio: «Il diesel a oltre due euro. Ma non è colpa nostra»

Fare 20 euro di benzina verde e pagare il servizio 8 euro. È quello che capita al distributore IP di via Triumplina, in città, all’altezza della rotonda che immette in via Campane. Il litro di benzina verde, da sabato scorso, ha superato i 2 euro, attestandosi sui 2,009 mentre il diesel costa 5 centesimi in meno: 1,946 euro. Stessa pompa ma con l’opzione self-service, i prezzi si abbassano rispettivamente a 1,619 per la verde e a 1,489 per il diesel.

In realtà, all’entrata del distributore c’è un pannello elettronico con i prezzi esposti e con la ricarica nel caso uno volesse farsi servire, un servizio che si aggira intorno ai 40 centesimi al litro. E così per 10 euro di benzina, 4 vanno in servizio, per 60, circa 30 litri, 24 sono quelli destinati alla ricarica. «Non è la prima volta che ci danno dei ladri e, sinceramente, siamo stufi anche perché siamo noi che siamo in prima linea a confrontarci con i clienti scontenti». A parlare è Mario Ferrari, titolare della SpeFer Snc, insieme ad altri due soci. La loro, però, è solamente una società di gestione dell’impianto, di proprietà della Benzogas di Brescia, proprietaria di altri impianti in città e fuori e che ha i rapporti diretti con la IP. Non si tratta quindi di dipendenti diretti della compagnia petrolifera, ma di commercianti e di erogatori di un servizio.

«Sui prezzi che esponiamo nei pannelli elettronici noi non abbiamo alcun potere – prosegue Ferrari -, vengono modificamenti via internet direttamente da Roma. A noi, che il prezzo vari non cambia nulla, per ogni litro che serviamo il nostro guadagno è di 0,005 euro, mentre sul self di 0,003 euro, che il prezzo finale sia ad 1 euro o a 2». A cambiare è la qualità della vita lavorativa e quella dei clienti. In realtà il core business del distributore è il Gpl, il cliente tipo è quello a cui la benzina serve per accendere l’automobile o in caso di emergenza, quindi consumatore di quantità alquanto modeste di benzina. Ma gli episodi spiacevoli con diversi clienti non sono mancati. «Si tratta per lo più di quelli occasionali, chi ci conosce e abita in zona ha capito la situazione – spiega Ferrari -, se una rapina la posso mettere in conto come rischio d’impresa, un’aggressione per una contestazione sul prezzo, quando non ne ho la minima responsabilità non l’accetto».

E l’esempio non è casuale perché in un caso uno dei clienti è arrivato quasi alle mani spintonando uno dei benzinai, mentre in un’altra occasione un cliente non voleva saperne di pagare. «In questo secondo caso abbiamo dovuto chiedere l’intervento dei carabinieri per dirimere la questione e farci dare quanto dovuto, ma non possiamo non comprendere lo stato d’animo di chi protesta – continua Ferrari –. Pensare che ogni giorno dobbiamo monitorare la concorrenza per comunicarlo alla compagnia, ci fa sentire ancor più presi in giro, perché siamo sempre i primi ad alzare i prezzi e gli ultimi a diminuirli. Fino all’anno scorso gestivamo anche un distributore dell’Eni a Villa Carcina, il servizio costava la metà rispetto al nostro». Le segnalazioni alla Ip non sono mancate, «ma per ora non abbiamo ancora ricevuto risposte soddisfacenti – conclude Ferrari -, tutto quello che chiediamo è di poter lavorare in tranquillità e nella maggior armonia con i clienti». 

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Fabrizio Vertua

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