CRONACA GIUDIZIARIA

Bimbo annegato in piscina a Lamarmora: genitori e bagnini rinviati a giudizio

Prima udienza il 24 marzo 2022: il dramma accadde nell'estate 2019
I soccorsi al piccolo Ansh, nel pomeriggio di domenica scorsa alla piscina comunale di via Rodi
I soccorsi al piccolo Ansh, nel pomeriggio di domenica scorsa alla piscina comunale di via Rodi
I soccorsi al piccolo Ansh, nel pomeriggio di domenica scorsa alla piscina comunale di via Rodi
I soccorsi al piccolo Ansh, nel pomeriggio di domenica scorsa alla piscina comunale di via Rodi

Rinviati a giudizio i genitori e due bagnini per l'annegamento del bambino di appena 6 anni morto nella piscina di Lamarmora a Brescia nell'estate 2019. Prima udienza il 24 marzo 2022.
Il piccolo Sharma Ansh annegò dopo essersi tuffato in una delle vasche della piscina di via Rodi: il bambino, che avrebbe compiuto sette anni il giorno dopo la disgrazia, sarebbe rimasto sotto acqua due minuti. Così dimostrerebbe la quantità di acqua trovata nei suoi polmoni durante l'autopsia eseguita allora.
Il piccolo, che non sapeva nuotare come sottolinearono gli inquirenti, sarebbe quindi annegato e non sarebbe stato vittima di un malore. All'inizio furono indagate in tutto sette persone: cioè i genitori e i due bagnini ora rinviato a giudizio e altri tre addetti alla sicurezza dell'impianto natatorio in quel momento (tre i maggiorenni, due i minorenni). In assenza di telecamere, poiché per la privacy non è consentito installarle nelle piscine, gli inquirenti ricostruirono quello che è accaduto in via Rodi sentendo chi quel giorno era nel lido cittadino.
Il piccolo era arrivato da poco in piscina e si sarebbe tuffato in un punto dove l'acqua è alta circa 1 metro e 20. Inutili tutti i tentativi di rianimazione eseguiti a bordo vasca, Sharma era infatti morto non appena arrivato al Pediatrico del Civile. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Cittadini

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