Il vescovo in moschea «Costruiamo la pace»

Monsignor Pierantonio Tremolada al centro culturale di via Corsica per la chiusura del Ramadan: «Testimoniare la presenza di Dio». «Fratellanza e amore»: le parole che possono annullare le differenze
L’appuntamento  organizzato per la chiusura del Ramadan all’insegna della fratellanza e della paceIl vescovo  Tremolada mentre entra nel centro di via Corsica FOTOLIVE
L’appuntamento organizzato per la chiusura del Ramadan all’insegna della fratellanza e della paceIl vescovo Tremolada mentre entra nel centro di via Corsica FOTOLIVE

«Fratellanza e amore in un cammino condiviso per costruire la pace». Questo il messaggio scaturito dall’incontro di ieri al Centro culturale islamico di via Corsica tra i rappresentanti dei fedeli musulmani e di quelli cristiani, nella festa l’Aid al-Fitr che chiude il Ramadan. Una festa che nei paesi islamici dura tre giorni e corrisponde un po’ al Natale cristiano. «Oggi cerchiamo di stare in famiglia, seppur con le limitazioni della pandemia, per celebrare la fine di un mese di intensa spiritualità» ha spiegato Raisa Labaran, dei Giovani del Centro, che ha fatto parte del gruppo che ha accolto il vescovo, monsignor Pierantonio Tremolada. Il vescovo ha portato gli auguri a nome della Diocesi «nell’auspicio che l’Aid al-Fitr possa felicemente coronare un mese per voi ricco di benefici spirituali», ha dichiarato prima di scambiare il testo del suo messaggio con le autorità del Centro, nello specifico l’Imam Amin Alhazmi. Accompagnata nella sala principale della più grande «moschea» bresciana, la delegazione della Diocesi è stata accolta con un primo momento formale e un secondo di offerta di cibo e bevande. «Siamo contenti e fieri della sua presenza qui – ha precisato l’Imam rivolgendosi al vecovo Tremolada –. In questo giorno di festa continuiamo a sviluppare un cammino di relazioni nel nome della fratellanza universale. Papa Francesco ha detto che o si è fratelli o ci si distrugge, il nostro Profeta che non si è credenti se non si ama il prossimo. A Brescia da anni stiamo realizzando questo respiro di bellezza che ci fa crescere ed essere artigiani di pace». Il Pontefice è stato più volte citato anche dal vescovo, che ha fatto sue le parole di Francesco. «Anch’io mi sento di dire che nel corso di questi lunghi mesi abbiamo percepito il bisogno di assistenza divina, e di espressioni e gesti di solidarietà fraterna - ha sottolineato il vescovo -La sicurezza di sapere che accanto a noi ci sia qualcuno nel momento del bisogno». La pratica della fratellanza e del dialogo a Brescia è «ormai un modello, ma non è scontato – ha ricordato Labaran aggiungendo – Sono felice da, cittadina italiana di credo islamico, di poter dire che nella nostra città il dialogo si rispecchia nella vita quotidiana: oggi è normale sentirmi rivolgere gli auguri per l’Aid, mentre in passato non era così». Come ha ricordato il vescovo Pierantonio Tremolada nel corso del suo intervento al centro di via Corsica. «Nel mondo d’oggi, che spesso dimentica l’Altissimo o ne offre un’immagine distorta, i credenti sono chiamati a testimoniare la sua bontà, a mostrare la sua paternità mediante la loro fraternità. In diverse comunità del nostro territorio stanno sorgendo anche luoghi di culto musulmani - ha detto -: prego perché in ogni comunità possiamo essere la testimonianza vivente di uomini e donne che sanno prendersi cura degli altri a partire dalla propria fede. Vi auguro di sentire forte il desiderio di vivere una fede autentica, che ci aiuti a costruire una società più giusta e fraterna, dove l’accoglienza e il rispetto reciproco siano anche doni che vengono dalla fede e non solo un processo puramente umano di integrazione». •.

Irene Panighetti cronaca@bresciaoggi.it

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