L’«assalto» in presenza alla prima campanella: la ripartenza passa il test

Gli studenti del liceo Leonardo all’esterno dell’istituto attendono di entrare nelle loro classi per potersi «godere» il primo giorno di scuola SERVIZIO FOTOLIVE
Gli studenti del liceo Leonardo all’esterno dell’istituto attendono di entrare nelle loro classi per potersi «godere» il primo giorno di scuola SERVIZIO FOTOLIVE
Gli studenti del liceo Leonardo all’esterno dell’istituto attendono di entrare nelle loro classi per potersi «godere» il primo giorno di scuola SERVIZIO FOTOLIVE
Gli studenti del liceo Leonardo all’esterno dell’istituto attendono di entrare nelle loro classi per potersi «godere» il primo giorno di scuola SERVIZIO FOTOLIVE

Gli alunni bresciani sono tornati a scuola, dai più piccoli ai grandi delle superiori. Non tutto funziona a pieno regime, aggiustamenti dovranno essere fatti (ancora qualche nomina, qualche regola in più, orari da rendere definitivi), ma se il buon giorno si vede dal mattino, le speranze di un anno più tranquillo si intravedono. «Non abbiamo ricevuto notizia di grosse problematiche; quando il telefono non squilla, buone nuove», è il commento del dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Giuseppe Bonelli. «Abbiamo imparato dall’esperienza in una delle città più colpite dal virus, con un 5-6 per cento di contagi nelle scuole - osserva il sindaco Emilio Del Bono inaugurando l’anno scolastico alle media Bettinzoli -. Abbiamo lavorato e impiegato risorse. Presenza, sicurezza, qualità sono i nostri obiettivi. L’invito a tutti è ancora a vaccinarsi, anche se questo avvio dimostra la maturità e la consapevolezza di tutti». E la preside, Anna Maria Testa, ha spiegato come la piattaforma nazionale per il controllo del Green pass abbia funzionato bene, accelerando notevolmente i tempi. «Alle 8 avevo già verificato 260 persone», ha detto ai giornalisti che hanno dovuto mostrare il loro certificato al telefonino dell’addetta. Tutti coloro che entrano in un istituto devono mostrarlo, ma il portale funziona solo con i dipendenti. Anche dall’Agenzia Tpl fanno sapere che, al primo esame, i trasporti per quasi 60 mila sono stati promossi pur con qualche piccolo debito. «Gli orari di ingresso, definiti di concerto con la prefettura e l’Ufficio scolastico territoriale, sono stati rispettati e sono stati trasportati tutti gli utenti», ha dichiarato il presidente Giancarlo Gentilini. «All’ingresso - entra nel dettaglio il direttore Massimo Lazzarini-. Tutto è filato più o meno liscio, con disguidi di poco conto, facili da risolvere, a Verolanuova, Remedello, Chiari, Valcamonica e Valsabbia. Come già accaduto l’anno scorso, i ragazzi hanno caricato impazienti soprattutto l’orario delle 8, che deve essere del 60 per cento, contro il 40 del secondo. Si assesterà. Invece, nei prossimi giorni, dovremo rivedere le uscite, perché c’è stato sfasamento tra il nostro piano, già tarato sull’anno scolastico, e gli orari provvisori iniziali delle scuole, anche con inedite e impreviste comparse di ragazzi alle 12: nessuno è rimasto a piedi però qualcuno ha dovuto prendere il pullman successivo». Alle fermate e sui bus sono aumentati i controllori e gli ispettori, per le regole e per evitare ammassamenti, una cinquantina ieri. «Mi hanno segnalato che non va bene con le mascherine. La legge impone, con la capienza dell’80%, la chirurgica a bordo; meglio la Ffp2. I primi giorni si farà informazione, però poi chi indosserà quella di comunità non potrà salire», fa sapere ancora il presidente. «Comunque, come previsto dal piano concordato in prefettura, i servizi saranno monitorati continuamente per cercare di dare tempestive soluzioni ai problemi che si dovessero manifestare», assicurano dall’Agenzia del Tpl. Ieri si è tenuto il tavolo scuola-Ats. La novità è la partenza della campagna a campione volontaria a scadenza quindicinale fra gli alunni fino alle medie con i test salivari. Ora dovranno essere individuate le scuole, 4-5 nella prima fase. La somministrazione avverrà prima a scuola, successivamente anche a casa. Già in settimana si valuteranno le prime adesioni. Fin qui la misura adottata a livello nazionale. In seguito la Lombardia ha in animo, in base ai dati, di proporre screening mirati per evitare focolai all’interno delle scuole dove una classe sia in quarantena. Invece i ragazzi e il personale delle superiori che possono vaccinarsi non avranno più il tampone antigenico gratis in farmacia ogni quindici giorni, ma il costo sarà solo calmierato: a 7-8 euro. La nuova piattaforma per il colloquio Ats-scuole, infine, partirà da ottobre, intanto l’avviso dei contagi si farà per mail come al solito. Tutte le informazioni sulle quarantene arriveranno oggi ai presidi; pare, ma ci sono ancora questioni di privacy, che ci sarà differenza fra l’isolamento dei vaccinati, sette giorni, e quello dei non vaccinati, fissato a dieci giorni.•.

Magda Biglia

Suggerimenti