L’ Ordine dei medici frena «Accuse da verificare»

Il presidente Ottavio Di Stefano
Il presidente Ottavio Di Stefano

«Dai media, abbiamo appreso degli arresti domiciliari di un collega, indagato per omicidio volontario in seguito ad un’indagine dalla magistratura inerente all’attività di medico in servizio presso un Pronto Soccorso della nostra provincia. Non abbiamo titolo e notizie per entrare nel merito della vicenda. Certamente il reato ipotizzato è molto grave e comporta provvedimenti precauzionali - come prescrive la legge, non appena disporremo di conferme ufficiali - da parte di questo Ordine». Così l’Ordine dei medici di Brescia commenta l’arresto del dottor Carlo Mosca. PRIMA di dare giudizi, l’ordine attende l’evoluzione del lavoro della magistratura. «Si tratta di un’indagine, non di una sentenza passata in giudicato - si legge nella nota dell’Ordine presieduto da Ottavio Di Stefano -. Se pur molto grave è pur sempre un’ipotesi di reato». Nel mirino finiscono così giornali e tv. «Nei titoli di molti media e nelle strisce televisive l’ipotesi diventa certezza di colpa - prosegue il comunicato dell’Ordine -. Attendiamo l’esito con fiducia, e in tempi brevi, dell’iter giudiziario e se le accuse verranno confermate, oltre alle conseguenze penali e civili, severissimi saranno i provvedimenti ordinistici. Intanto tutti continuiamo a cercare di curare i malati di Covid-19 e tanti altri, con un nuovo, ma in realtà antico, timore di finire in prima pagina con sentenza definitiva, ma non da parte della magistratura». © RIPRODUZIONE RISERVATA