La Camera Penale è con Nasrin Sotoudeh

L’iscrizone alla Camera Penale di Brescia di Nasrin Sotoudeh
L’iscrizone alla Camera Penale di Brescia di Nasrin Sotoudeh
L’iscrizone alla Camera Penale di Brescia di Nasrin Sotoudeh
L’iscrizone alla Camera Penale di Brescia di Nasrin Sotoudeh

Un gesto simbolico con cui i suoi colleghi bresciani vogliono portarle tutta la loro solidarietà. La Camera Penale di Brescia ha iscritto, quale socia onoraria, Nasrin Sotoudeh, l’avvocato iraniano condannato nel suo paese a 38 anni di carcere e 148 frustate, per aver assunto la difesa di donne che avevano tolto il loro hijab e per essersi apertamente schierata più volte contro la pena di morte e per essersi sempre spesa in difesa dei diritti umani. La donna, che nel 2006 era già stata condannata a 5 anni di carcere, aveva preso posizione contro l’applicazione di una nota aggiuntiva all’articolo 48 del codice penale iraniano, in base alla quale si nega il diritto di nominare un avvocato di fiducia alle persone imputate di determinati reati, tra i quali quelli contro la sicurezza nazionale. LA DECISIONE della Camera Penale di Brescia va a sommarsi alle tante manifestazioni di solidarietà che nelle ultime settimane hanno coinvolto diversi paesi del mondo. «Vogliamo in questo modo esprimere tutto il nostro sdegno per quello che la nostra collega sta vivendo - spiega in una nota ufficiale il presidente della Camera Penale di Brescia, Andrea Cavaliere - Il direttivo comunicherà tale iscrizione alla collega a mezzo lettera indirizzata al carcere Evin Prison in Tehran Province, Tehran, District 2, Iran, dove Nasrin Sotoudeh è detenuta». Incitamento alla corruzione e alla prostituzione, commissione di un atto peccaminoso per essere apparsa in pubblico senza il velo e interruzione dell’ordine pubblico sono i reati che le sono stati contestati dai magistrati iraniani. «Si è trattato della più dura condanna inflitta negli ultimi anni contro i difensori dei diritti umani in Iran - fa sapere Amnesty International - a riprova che le autorità iraniane stanno inasprendo la repressione». •