La Caserma Gnutti «ferma» sul tavolo della Soprintendenza

Il render del progetto dello studio «Boschi - Serboli»
Il render del progetto dello studio «Boschi - Serboli»
Il render del progetto dello studio «Boschi - Serboli»
Il render del progetto dello studio «Boschi - Serboli»

Il progetto di riqualificazione della Caserma Gnutti, tra via Moretto e via Crispi, è fermo sul tavolo della Soprintendenza.Il cambio al vertice in via Gezio Calini non ha favorito per ora l’iter burocratico, che da mesi attende uno sblocco. La struttura, una cittadella da oltre 7 mila metri quadri, dal 2010 è di proprietà della Nibofin Srl, immobiliare del gruppo industriale valsabbino Fondital. La caserma Gnutti fu aperta all'inizio dell'Ottocento nei locali del soppresso convento di San Bartolomeoe a partire dal 1812, vi si produssero armi da fuoco diventando l'Arsenale di Brescia. Rinacque nel Dopoguerra e fu definitivamente chiusa nel 2009. L’Agenzia del Demanio mise dunque all’asta la struttura per un valore di oltre 9 milioni di euro parte dei quali (1,2 milioni) destinati alla Loggia per il cambio di destinazione d’uso. Nella ormai ex caserma dovrebbero trovare spazio residenze di lusso, secondo il progetto redatto dagli studi di architettura bresciani Boschi-Serboli e Aegis, vincitori di un concorso di idee lanciato dalla proprietà nel 2013. Il condizionale è d’obbligo dal momento che allo stato attuale si è ancora ad una fase preliminare di confronto con la Soprintendenza. Rispetto ad una prima ipotesi di realizzazione di un parcheggio interrato, raccogliendo le condivisibili preoccupazioni della Sovrintendenza in merito, il progetto, come previsto dal Pgt, ha optato per la realizzazione di una struttura meccanizzata. TRA LE QUESTIONI aperte, resta da chiarire quale potrà essere la destinazione della chiesetta di San Bartolomeo. Il Piano di governo del territorio prevede, come richiesto da via Calini, un vincolo ad uso pubblico legato alla Pinacoteca. Cosa diventerà lo spazio, ancora non è definito, anche perché come sempre le risorse comunali non abbondano. L’intenzione dell’Amministrazione è quella di utilizzare le risorse derivanti dagli oneri in parte per la chiesetta e in parte, come viene ormai fatto abitualmente, per migliorare la qualità degli spazi pubblici, attraverso una risistemazione dell’area tra via Moretto e via Crispi. Solo quando arriverà il via libera della Soprintendenza al progetto di recupero, però, si potrà pensare alle opere aggiuntive. Nel frattempo, proprio in questi giorni i tecnici dell’Urbanistica hanno effettuato un sopralluogo per portare avanti l’iter per quanto di loro competenza. L’auspicio della Loggia però è che il privato, che ha già investito una somma importante per l’acquisto dell’edificio, prosegua nel suo intento, proprio per completare anche la rigenerazione dello spazio intorno alla Pinacoteca. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Natalia Danesi

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