SOLIDARIETÀ

La Colletta alimentare verso 2,5 milioni di pasti

Il cibo raccolto distribuito da 114 enti. Un beneficiario su 4 è un minore Oltre a fare la spesa nei 210 supermercati si può acquistare una card
La Colletta alimentare taglia quest’anno il quarto di secolo e coinvolge i cittadini e i punti vendita di tutta la provincia
La Colletta alimentare taglia quest’anno il quarto di secolo e coinvolge i cittadini e i punti vendita di tutta la provincia
La Colletta alimentare taglia quest’anno il quarto di secolo e coinvolge i cittadini e i punti vendita di tutta la provincia
La Colletta alimentare taglia quest’anno il quarto di secolo e coinvolge i cittadini e i punti vendita di tutta la provincia

Compie il quarto di secolo la Colletta Alimentare promossa da Fondazione Banco Alimentare per fare scorta di cibo non deperibile da offrire a chi è in difficoltà. Oltre alla modalità classica, che prevede la spesa fisica o online nei supermercati aderenti sabato 27 novembre, c’è anche la possibilità di acquistare dal 28 novembre al 5 dicembre una card da 2, 5 o 10 euro. Un’edizione particolarmente significativa per via della pandemia, che ha lasciato un lungo strascico di povertà, con conseguenze deleterie anche sui bisogni primari. Come in passato, la provincia di Brescia partecipa, quest’anno con 210 supermercati e 1.800 volontari, tra cui numerosi Alpini. Come ha spiegato Enrico Baruzzi, responsabile della raccolta, il Banco è riuscito a superare il numero di punti vendita delle edizioni scorse. Il cibo che viene raccolto nella provincia di Brescia rimane a Brescia e sarà suddiviso tra 114 enti. Cifre da capogiro, se si pensa che sono 200mila i chilogrammi raccolti nel 2020, pari a 2 milioni e 400mila di pasti. «A Brescia siamo riusciti a fare un passo avanti perché i volontari e le associazioni sono aumentati - ha dichiarato l’assessore Valter Muchetti -. Siamo un territorio ricco, ma non tutti ce la fanno ». Dei 27 mila beneficiari, il 25 percento è composto da minori, un dato preoccupante, che purtroppo sta aumentando. «A pochi giorni dall’inaugurazione del nuovo magazzino del Banco Alimentare, i numeri di chi ha fame non diminuiscono, anzi», ha ribadito Giovanni Panzeri, direttore dell’Università Cattolica, dove da tradizione si svolge la presentazione dell’iniziativa. Per aderire è sufficiente recarsi al supermercato, ritirare la borsina dai volontari della Colletta e riempirla con alcuni dei prodotti indicati, in particolare olio, tonno, sugo di pomodoro, carne in scatola e omogeneizzati alla frutta, anche se è comunque ben accetto scatolame vario, farina, pasta e riso. «Finalmente quest’anno torniamo anche in presenza - ricorda Nino Sciortino, vicepresidente Banco Alimentare Lombardia -, ma è possibile fare la spesa solidale anche online». Un grandissimo aiuto per chi, come Ornella Martinelli, presidente San Vincenzo De Paoli, segue centinaia di persone in difficoltà, con cui «condividere i bisogni diventa un momento di comunione fraterna». Un messaggio ben espresso anche da monsignor Gaetano Fontana, vicario generale della Diocesi di Brescia, che sostiene l’iniziativa: «Perché Gesù prende come esempio una povera vedova che dona 2 spiccioli nel tesoro del tempio? - chiede Fontana -. Perché per lei anche quei due spiccioli erano molti. Ne ha dati due, ma poteva anche darne uno o nessuno. Un gesto altamente simbolico». La Colletta Alimentare ha precorso i tempi: «Sono sempre di più le raccolte di cibo che vengono organizzate e questo ci fa capire che è davvero una modalità che piace e funziona - ha concluso Dario Boggio Marzet, presidente Banco Alimentare Lombardia -; non abbiamo un copyright, anzi, siamo molto contenti che se ne facciano».•.

Michela Bono

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