La corsa per la Loggia: scocca l’ora delle scelte

di Eugenio Barboglio
Laura CastellettiFederico ManzoniValter MuchettiPalazzo Loggia è la sede del Consiglio comunale di Brescia: nel 2023 si voterà anche per eleggere il sindaco
Laura CastellettiFederico ManzoniValter MuchettiPalazzo Loggia è la sede del Consiglio comunale di Brescia: nel 2023 si voterà anche per eleggere il sindaco
Laura CastellettiFederico ManzoniValter MuchettiPalazzo Loggia è la sede del Consiglio comunale di Brescia: nel 2023 si voterà anche per eleggere il sindaco
Laura CastellettiFederico ManzoniValter MuchettiPalazzo Loggia è la sede del Consiglio comunale di Brescia: nel 2023 si voterà anche per eleggere il sindaco

Venerdì non sarà ancora la giornata decisiva. Ci vorrà sicuramente qualche riunione in più per sbloccare il nome che dovrà correre per il centrosinistra alla successione di Emilio Del Bono. Ci vorrà sì, perchè la strada è tutt’altro che spianata. Non lo è per nessuno. Se c’è una certezza a due giorni dal vertice - che dovrebbe tenersi nella sede provinciale del Pd -, è che ci sarà battaglia. Castelletti tutti dicono che è la favorita, ma la sua è una candidatura che c’è e non c’è. Ha una vita da diversi mesi solo sulla carta. Lei non ha mai detto di essere in corsa mentre lo sono senza se e senza ma Valter Muchetti e Federico Manzoni. Soprattutto il primo in queste settimane si è dato assai da fare. Mentre la sua è già una campagna elettorale, il nome della vicesindaco è stato fatto solo da altri. Come noto, a domanda diretta lei risponde: «Parlo solo di capitale della cultura». Ma fa bene a restare così nascosta? Per qualcuno no. «Io lei non l’ho mai sentita, non mi ha mai telefonato. Perchè dovrei appoggiarla? Penso che per fare il sindaco si debba dimostrare un po’ di entusiasmo verso la carica», sottolinea un esponente del mondo civico. «Poi se si dovrà ripiegare su di lei per il bene della coalizione e in ultima istanza della città, si potrà anche farlo...ma...» Senza ripetere, perchè sono cose note, che c’è il problema di chi farà il nome di Castelletti al tavolo della coalizione - anche per i riflessi sulla composizione della futura Giunta -, resta il fatto che qualcuno dovrà fare la battaglia per lei. Il Pd? Una Civica? La Sinistra? «Credo che una leadership la si debba costruire, non ci si può attendere che lo facciano gli altri per te», è un’opinione emersa in consiglio comunale. Da Italia Viva alle civiche chiamate al tavolo... uno come Muchetti potrebbe trovare appoggi anche fuori dal Pd, al punto da permettersi di puntare i piedi, aprendo la strada magari ad una soluzione terza, quella di Giovanni Comboni. Il vicepresidente di A2A è comunque un Pd, il che non guasterebbe se servisse una vicesindacatura civica. A frenare Castelletti potrebbe essere non solo un difficile presente, ma anche un incerto futuro. A sei, sette mesi dalle elezioni comunali, il tema della squadra è sicuramente già sul tappeto, accostato alle diverse figure di candidati sindaci. Costruire la giunta di Castelletti potrebbe essere più complicato che con Del Bono. L’attuale sindaco infatti è un esponente autorevole del Pd, è espressione del Pd, ha potuto scegliere i suoi assessori tra i tecnici laddove lo riteneva necessario o secondo il criterio dei più votati. Non ha insomma dovuto accettare più di tanto assessori imposti per ragioni di alleanze preelettorali, e se lo ha fatto sono stati elementi sostanzialmente fedeli alla causa. Castelletti potrebbe non trovarsi nelle stesse condizioni, le manca un partito suo alle spalle e potrebbe essere più esposta a beghe di spogliatoio. Dovrà poter contare su una squadra molto coesa. Pur avendo ricevuto un paio di investiture volanti da Salvini, pure Fabio Rolfi è ancora solo in teoria il candidato del centrodestra. Che di questo passo rischia il paradosso di arrivare addirittura dopo il centrosinistra, nonostante il leghista sia in pista da diversi mesi. Secondo indiscrezioni però non si dovrà aspettare più di due o tre settimane per la formalizzazione della candidatura. «Entro la prima settimana di dicembre tutto dovrebbe compiersi, non più tardi», sottolineano nell’entourage dell’assessore regionale all’Agricoltura. L’ipotesi Enrico Mattinzoli non ha molte gambe, anzi nessuna stando ai rumors più accreditati del centrodestra. Anche per il ruolo di vicesindaco per il quale dovrebbe alla fine spuntare un altro nome. In queste tre settimane, comunque, la trattativa all’interno della coalizione dovrebbe riprendere più spedita, dopo una certa impasse figlia della mancanza di un riferimento di vertice in Fratelli d’Italia. Impasse ora superato dalla nomina a coordinatore provinciale di Diego Zarneri. •.