l'allarme

Febbre del Nilo, la prima vittima bresciana è un 74enne di Cigole

di Eleonora Cusano e Milena Moneta
L'Ats ha invitato i sindaci a varare piani di difesa e prevenzione. A Calvisano e Montichiari ordinanze comunali con indicazioni per la popolazione
Nei Comuni  della Bassa proseguono le disinfestazioni per far prevenzione
Nei Comuni della Bassa proseguono le disinfestazioni per far prevenzione
Nei Comuni  della Bassa proseguono le disinfestazioni per far prevenzione
Nei Comuni della Bassa proseguono le disinfestazioni per far prevenzione

Il West Nile virus, meglio noto come febbre del Nilo, colpisce il Bresciano dove si conta il primo decesso. La prima vittima è un 74enne di Cigole morto lo scorso 4 agosto all’ospedale di Manerbio, dove era ricoverato dal 30 luglio, in seguito a complicanze dovute ad encefalite. In provincia sono stati registrati altri due casi: una donna di Ghedi è ricoverata in ospedale mentre il terzo, individuato prima di una donazione di sangue, sarebbe asintomatico. L’Ats ha subito informato i sindaci della provincia sull’evoluzione dell’infezione, invitando i primi cittadini a monitorare la situazione e ad attuare le dovute precauzioni per impedirne la diffusione. Febbre. Mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei sono i sintomi più comuni della malattia che in quelli più gravi può provocare debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni arrivando a provocare anche paralisi e coma.

LA MALATTIA

La febbre del Nilo è una malattia trasmessa dalla puntura di zanzare, soprattutto quelle appartenenti al genere Culex. Il ciclo naturale del virus prevede il passaggio dell’agente patogeno dalle zanzare ad un elevato numero di specie di uccelli selvatici; può infettare diverse specie, tra cui mammiferi, uccelli e rettili. L’Ats ha inoltre ricordato di aver già trasmesso a marzo una specifica nota (una seconda è del 5 agosto 2022) con la raccomandazione di effettuare le disinfestazioni del caso: «Chiediamo la consueta collaborazione per rispondere come “sistema” ad un’emergenza di sanità pubblica», ha fatto sapere Ats ai primi cittadini. Una delle misure più efficaci per prevenire il diffondersi di malattie trasmesse da vettori consiste nell’effettuare piani di disinfestazione. Quali sono le linee guida lo ricorda ancora Ats: «Si raccomanda di garantire l’interazione tra interventi di sorveglianza, la tempestività nell’identificare l’eventuale insorgenza di fenomeni rilevanti o focolai, l’informazione alla popolazione».

La maggior parte delle infezioni nell’uomo decorre in modo asintomatico e i soggetti gravi sono pazienti in età avanzata. In un caso su mille, ovvero lo 0,1%, l'infezione può provocare sintomatologia neurologica di tipo meningite o meningi-encefalite. La situazione nella Bassa bresciana sta diventando preoccupante anche per i cinque casi riscontrati nel Mantovano: comuni come Calvisano e Montichiari hanno già provveduto all’emanazione di ordinanze per la prevenzione e il controllo della malattia agendo principalmente con la rimozione dei focolai larvali e con adeguati trattamenti larvicidi.

LE ORDINANZE COMUNALI

L’ordinanza impone di evitare la raccolta dell’acqua piovana in contenitori di qualsiasi natura, tenere sgombri i cortili da erbacce e rifiuti, evitando il ristagno delle acque meteoriche. Il sindaco di Montichiari, Marco Togni, ha invitato la popolazione a dotarsi di repellenti spray da utilizzare in caso di frequentazione di parchi pubblici; sulla stessa lunghezza d’onda il primo cittadino di Calvisano, Angelo Formentini, che già la scorsa primavera aveva programmato interventi di disinfestazione con cadenza mensile. Remedello ha effettuato un trattamento di prevenzione nei parchi, e pure a Ghedi si è intervenuti con la disinfestazione; e nelle prossime ore i comuni della Bassa si mobiliteranno ancora per garantire in chiave preventiva la tutela della salute pubblica.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA