CONTRO LA NUOVA STRETTA

Lo "Spettacolo"
in piazza
aspetta Godot

Lo striscione dei manifestanti
Lo striscione dei manifestanti

Nelle custodie, i loro fidati strumenti. Nel cuore, il desiderio di poter tornare ad esprimere la propria arte davanti ad un pubblico. Silenti, ma presenti, i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo sono tra le categorie maggiormente colpite dai provvedimenti presi per contenere la pandemia. Musicisti, ma anche cantanti, ballerini, attori, maestranze di ogni tipo ferme ormai da diversi mesi e, spesso, senza alcun supporto economico. Oggi si sono ritrovati  in piazza Paolo VI, a Brescia, per l’assemblea pubblica organizzata da B.U.L.L.S (Brescia unita lavoratori e lavoratrici dello spettacolo), gruppo nato il 30 maggio scorso con la prima mobilitazione. La rete, creata per unire le forze e le proposte al fine di  ottenere dignità, diritti e reddito, intende riflettere su una soluzione che possa portare la categoria a riprendere l’attività in sicurezza, senza dover necessariamente attendere la fine della campagna vaccinale anti-Covid, perché il rischio concreto è quello della chiusura di molte realtà culturali con la necessità, per molti artisti, di dover cambiare lavoro. Il ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, nei giorni scorsi ha firmato tre decreti dal valore complessivo di 55 milioni di euro per contrastare gli effetti drammatici della pandemia nei settori del cinema e dello spettacolo dal vivo. I provvedimenti, che sono stati inviati agli organi di controllo, prevedono: 25 milioni di euro di ristori per le imprese di distribuzione cinematografica; 20 milioni di euro come ulteriore sostegno alle Fondazioni lirico sinfoniche; 10 milioni di euro per la creazione, in vista della ripartenza, di un fondo di garanzia a tutela degli artisti e degli operatori dello spettacolo per le rappresentazioni cancellate o annullate a causa della pandemia. Ma dirlo è più facile che farlo: nonostante i supporti riservati alla categoria da parte del Governo e di alcune istituzioni locali, ottenere bonus o sostegni non è semplice per una tipologia di lavoratori (non hobbisti) i cui ritmi sono difficilmente inquadrabili. Una battaglia, quella per il riconoscimento dei diritti, che ha radici lontane e che oggi, con l’effetto Covid, è diventata più necessaria che mai per la tutela di artisti che, come tutti gli altri lavoratori, hanno famiglie da mantenere e costi da sostenere.

P.B.