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Maturità, prima prova per 9.600 studenti bresciani. Il sindaco Del Bono: "Io la feci nell'84"

di Paolo Cittadini
La maturità all'Itis Castelli

Cominciano oggi gli esami di maturità per circa 9.600 studenti bresciani. Un «rito» di passaggio che resta nella memoria di chi l’ha affrontato. Notti passate sui libri per immagazzinare più nozioni possibili, scaramanzie che il più delle volte si rivelano inefficaci e un sano senso di paura che non si possono scordare tanto facilmente. Anche a distanza di tempo. Parecchio tempo.

Non fa eccezione Emilio Del Bono, il sindaco di Brescia, che nel giorno della prima prova (il tema di italiano) vuole mandare il proprio in bocca al lupo alle ragazze e ai ragazzi che nelle prossime settimane vivranno una esperienza indimenticabile. «Agli studenti dico di stare tranquilli - esordisce Del Bono provando a rassicurare chi nelle ultime ore, con la testa piena di dubbi, speranze e paure, ha fatto fatica a prendere sonno -. Devono essere consapevoli delle loro capacità, ma mantenere la serenità per affrontare una prova impegnativa, ma che rappresenta la tappa finale di un percorso lungo cinque anni».

I ricordi del primo cittadino corrono indietro all’anno 1984. «Ho fatto la maturità all’Arnaldo - racconta Del Bono -. Ricordo che il giorno dell’esame sono arrivato a scuola in sella al mio Garelli -. Di quei giorni ho un bel ricordo così come di quelli che hanno preceduto l’esame vero e proprio». Come nella migliore tradizione, infatti, anche il sindaco, allora studente liceale al Classico cittadino, aveva trascorso gli ultimi giorni di preparazione insieme ad alcuni compagni di classe.

«Ci siamo, per così dire, chiusi in ritiro nella casa di famiglia a Monticelli Brusati. Studiavamo, ci preparavamo da mangiare. Una bellissima esperienza contraddistinta da uno spirito comunitario che ha fatto pesare di meno l’impegno nello studio». Prima le due prove scritte (il tema di italiano e poi la versione di latino) e quindi il colloquio orale. «Non ricordo che tema avevo scelto - ammette il sindaco -. In italiano non avevo grossi problemi e la prova in sé non mi spaventava. Ricordo che all’orale ho portato come materia storia. L’avevo scelta perché mi piaceva proprio. Ricordo poi la liberazione provata una volta terminato. Era la fine di un percorso e a breve se ne sarebbe aperto un altro».

Al termine però di una lunga estate senza libri di scuola da dover portare sotto l’ombrellone. «Quella in effetti è stata l’estate più lunga che ho vissuto - spiega sorridendo - La scelta della facoltà universitaria, allora, si poteva fare anche a ridosso dell’inizio delle lezioni visto che non c’erano prove di ammissione. Ai ragazzi che da oggi sono impegnati con la Maturità dico anche questo: impegnatevi, state sereni e una volta messa alla spalle la fatica godetevi il meritato riposo».

E come è successo un po’ a tutti, anche al sindaco Del Bono è capitato di sognare la propria maturità. «Non ho proprio sognato l’esame - racconta - È stato molto più inquietante. Ero alla vigilia dell’ultimo esame universitario e all’improvviso scoprivo che mi mancava il diploma di maturità. Il sogno in breve si è trasformato in un incubo. Ero arrivato a un passo dal traguardo e rischiavo di dover tornare indietro e ricominciare tutto. La maturità è indimenticabile perché arriva in un momento importante della vita di una persona. Una volta chiusa l’esperienza della scuola superiore si apre quella della vita universitaria o lavorativa. Con tutte le difficoltà, preoccupazioni e soddisfazioni che ne derivano Un passaggio da una età all’altra che non viene cancellato dalla memoria. Anzi la memoria a volte lo fa riemergere provocando pure qualche spavento notturno. Questo dimostra l’importanza di un esame che però non deve spaventare chi si trova ad affrontarlo. È fondamentalmente la conferma del lavoro fatto durante gli anni delle scuole superiori. Per questo dico ai ragazzi di restare tranquilli e vivere questa esperienza con serenità».