VIA MORELLI

Molotov al centro vaccinale: aperta inchiesta per finalità eversiva. Attenzione puntata sui "no vax" e area anarchica

Il direttore generale dell'Asst Spedali Civili Massimo Lombardo ha parlato chiaramente di "attentato"
Molotov in via Morelli

Si concentra sul mondo dei «no vax» e sull'area anarchica l'inchiesta della procura di Brescia su quanto accaduto all'alba in via Morelli, dopo che tra le 5.30 e le 6 (il fatto è stato scoperto alle 6.15) due molotov sono state lanciate contro il centro vaccinale e centro tamponi, provocando lievi danni ad una tensostruttura che accoglie la mensa della struttura. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito e non si registrano danni al materiale presente nella struttura.

LE INDAGINI

La Procura di Brescia ha aperto un'inchiesta affidata al magistrato dell'antiterrorismo Carlo Milanesi. Per gli inquirenti il gesto ha una finalità eversiva. Dalle immagini di videosorveglianza fin qui acquisite si vede un uomo che scappa a piedi all'alba, pochi minuti prima delle sei. Gli inquirenti sono al lavoro per dare un volto a quello che potrebbe essere l'attentatore. I carabinieri stanno analizzando le immagini alla ricerca ulteriori importanti indizi. Per capire, ad esempio, se ad attendere l'uomo ci fosse un complice. Le indagini si starebbero concentrando sul mondo dei «no vax» e sull'area anarchica.

L'ASST SPEDALI CIVILI

Il direttore generale dell'Asst Spedali Civili Massimo Lombardo fin dalle prime ore di questa mattina ha parlato chiaramente di «attentato» sottolineando che l'attività del centro, dopo un iniziale lieve ritardo, sia ripartita regolarmente. Rabbia condivisa dai tanti bresciani che in mattinata si sono messi in coda per ricevere il vaccino. Per ora non ci sarebbero state rivendicazioni.

IL COORDINATORE

«Brescia non raccoglie la provocazione e continuerà a garantire tamponi e vaccini a chi ne farà richiesta grazie al lavoro di medici, infermieri e volontari che anche stamattina hanno garantito continuità nei servizi erogati nel centro di via Morelli». Anche Enrico Zampedri, coordinatore di AiutiAMObrescia, stigmatizza l’attentato incendiario di questa mattina: «Un gesto incomprensibile contro gli oltre 58 mila donatori che in questi mesi hanno consentito ad aiutiAMObrescia di raccogliere quasi 19 milioni di euro interamente destinati al sostegno delle strutture sociosanitarie di città e provincia». «Ai donatori diciamo che la struttura era coperta da assicurazione e che dunque non ci saranno spese aggiuntive a carico di aiutiAMObrescia».

Molotov in via Morelli

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