SPOSTAMENTI

Vaccinati, guariti o con tampone negativo: come ottenere il certificato verde in attesa del «pass» europeo

E' rilasciato in ambito regionale ed è valido solo sul territorio nazionale, fino all’entrata in vigore del Digital Green Certificate, che verrà invece emesso da una piattaforma nazionale, alimentata con i dati trasmessi dalle Regioni
In Israele il lasciapassare  per chi ha fatto il vaccino o è guarito è già realtà come mostrano queste due persone prima di partecipare a un concerto musicale
In Israele il lasciapassare per chi ha fatto il vaccino o è guarito è già realtà come mostrano queste due persone prima di partecipare a un concerto musicale

Tutti ne parlano, dal giorno della sua introduzione con il Decreto del 22 aprile, ma nessuno sa chi lo rilasci. Sul «certificato verde» che permette la libera circolazione tra regioni anche di vario colore (e senza comprovati motivi di lavoro, salute, necessità) a chi dimostri di aver completato il ciclo vaccinale, essere guarito o aver fatto un tampone nelle 48 ore antecedenti, c’è grande confusione, alimentata dal solito «sport» italico del procedere per ordine sparso. Ogni Regione sta andando per conto suo nell’attesa di giugno, quando dovrebbe entrare in vigore un unico «Digital Green Certificate» (DGC) europeo per il quale il 10 maggio partirà la sperimentazione che coinvolgerà oltre 15 Paesi, tra cui il nostro. Regione Lombardia, ha spiegato nei giorni scorsi Letizia Moratti, vicepresidente e assessore al Welfare, sta «lavorando a una piattaforma che dovrà contenere dei dati relativi al sierologico e al tampone» e che darebbe «semaforo verde o rosso in aderenza col tema della privacy». «Istituire una “anagrafe vaccinale” è certamente importante e ce lo chiede l’Europa, ma stiamo aspettando le indicazioni nazionali che ci dicano fino a quando la vaccinazione può considerarsi valida».

Tutti i dati forniti dalle Regioni dovranno quindi  confluire in un unica piattaforma nazionale che emetterà  un codice a barre bidimensionale (QRcode) per verificarne digitalmente l’autenticità e la validità in tutta Europa. 

E nel frattempo che si fa? A chi si deve richiedere il lasciapassare per viaggiare in Italia e quale la validità? Pare più semplice di quanto si pensi e ce lo spiega il ministero della Salute. Secondo quanto riportato sul sito salute.gov.it la «certificazione verde» di avvenuta vaccinazione contro il Sars-CoV-2 viene rilasciata in formato cartaceo o digitale dalla struttura sanitaria o dal Servizio Sanitario Regionale di competenza, quando si è completato il ciclo vaccinale (al momento ha validità di sei mesi dall’ultima dose), mentre quella di avvenuta guarigione viene rilasciata in formato cartaceo o digitale, contestualmente alla fine dell’isolamento, dalla struttura ospedaliera presso cui si è effettuato un ricovero, dalla Asl competente, dai medici di medicina generale o dai pediatri (validità sei mesi dalla data di fine isolamento).

Alcune Regioni, come si diceva, hanno istituito piattaforme online per il rilascio dei certificati. Tra queste non rientra al momento la Lombardia dove, per logica conseguenza e secondo quanto scritto sul sito governativo, basterà il cartaceo, come il foglio con il quale ci si congeda dall’hub dopo aver ricevuto la propria dose di vaccino. «I medici di base rilasceranno attestati solo per situazioni delle quali hanno contezza - sottolinea Angelo Rossi, segretario provinciale della Federazione medici di medicina generale. Il che significa solo per i malati di Covid direttamente seguiti a casa - o vaccinati - dal proprio medico di famiglia.

Un chiarimento in linea con quanto dichiarato dal segretario nazionale della Fimmg su Il Sole24 Ore: «I medici di famiglia non sono ratificatori di Green Pass. Né burocrati. E sono tenuti a rilasciare attestati solo delle attività che hanno svolto in prima persona e di cui hanno conoscenza documentata».

Per chi non è stato vaccinato o non si è mai ammalato di Covid - quindi nemmeno guarito - rimane la terza opzione: un tampone con esito negativo eseguito nelle 48 ore antecedenti. Il certificato verrà rilasciato dalle strutture sanitarie pubbliche, private autorizzate, accreditate, dalle farmacie, dai medici di base e pediatri che erogano tali test. In questo caso, però, non si può non pensare ai costi che ricadranno sul singolo, nella speranza che a un ipotizzabile aumento della domanda, visto il desiderio di andare in vacanza, non corrisponda un aumento dei prezzi. Attenzione, il test sierologico positivo non è valido ai fini del rilascio di una certificazione verde, viene specificato sul sito del ministero della Salute.

Queste le indicazioni nazionali, unite alla buon vecchia autocertificazione (per scaricarla CLICCA QUI), in attesa del DGC con codice a barre bidimensionale (QRcode) che sostituirà le certificazioni regionali e  che servirà per spostarsi in Europa senza obbligo di quarantena, ma senza costituire un  prerequisito essenziale per viaggiare. La novità, che andrà studiata in modo da garantire la privacy dei cittadini, dovrebbe debuttare a giugno.

Paola Buizza paola.buizza@bresciaoggi.it

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