Nelle parrocchie nuovo stop al catechismo

Un incontro di catechismo. Con la «zona rossa» sospesa anche la catechesi di bambini e ragazzi
Un incontro di catechismo. Con la «zona rossa» sospesa anche la catechesi di bambini e ragazzi

La Lombardia entra nella zona rossa, a scuola vengono sospese le lezioni nelle seconde e terze medie e viene rinviato il tanto atteso rientro in aula per i ragazzi delle superiori. Ma non solo. Da poco, subito dopo la pausa natalizia, era ripartita nelle parrocchie anche la catechesi dei bambini e dei ragazzi che però, a causa delle nuove limitazioni, si deve a questo punto fermare nuovamente. Anche la preparazione religiosa, quest’anno, è a singhiozzo. «L’ANDAMENTO della catechesi in questi mesi è stato molto variegato, le parrocchie si sono organizzate autonomamente. La maggior parte a settembre ha provato a ripartire con le iscrizioni e gli incontri in presenza, che sono però stati sospesi durante i periodi più critici in modo prudenziale», spiega don Giovanni Milesi, direttore dell’Ufficio Oratori della Diocesi. Nei momenti di sospensione in alcune realtà sono stati organizzati alcuni appuntamenti on line. «Ma sconsigliamo di utilizzare sistematicamente gli incontri sul Web a distanza in sostituzione di quelli in presenza – spiega ancora don Milesi -. La catechesi non è la scuola, vuole essere anche un’esperienza di socializzazione e fraternità. La parte nozionistica è quella che ci interessa di meno, ci interessa che i ragazzi vogliano bene a Gesù e conoscano la fratellanza». Durante l’Avvento è stata posta maggiore attenzione al tema della preghiera in famiglia, invitando i ragazzi a concentrarsi soprattutto su questo aspetto. «Per la prosecuzione o meno delle attività seguiamo le indicazioni del vicario generale e abbiamo protocolli di gestione ad hoc. Per esempio, abbiamo ritenuto di proseguire con i servizi educativi per i minori. La tendenza comunque – sottolinea ancora don Milesi – è quella in caso di passaggio in zona rossa, come purtroppo in questo caso, di sospendere. Se la regione è invece classificata in zona arancione o gialla chiediamo di fare catechesi in presenza, per portare avanti il percorso ma anche perché ragazzi hanno bisogno di socialità, è un’emergenza che le stesse famiglie ci stanno segnalando. Con i centri estivi ci siamo fatti un’esperienza sulle regole anti Covid e nei nostri ambienti bambini e ragazzi le rispettano con estrema attenzione». IL PERIODO insomma non è semplice ma la catechesi prova quando è possibile ad andare avanti, se pure a singhiozzo e, soprattutto nei paesi della provincia, continua ad avere una buona partecipazione: «Le iscrizioni sono state in linea, certo non sempre la frequenza è altrettanto elevata quest’anno perché, come a scuola, c’è più prudenza. Non semplice è stata nemmeno, in autunno, la celebrazione delle comunioni e delle cresime che erano state sospese a maggio per il lockdown perciò a chi aveva difficoltà abbiamo dato la possibilità di rimandare alla prossima primavera». Sono rimasti off limits invece da settimane, indipendentemente dalle fasce e dalle limitazioni che si sono susseguite, gli oratori: «Qualche parroco sta tenendo aperte alcune stanze per esigenze particolari – spiega don Milesi – ma per lo più gli oratori sono rimasti chiusi. Se volessimo potremmo fare attività di asporto come i bar, ma pochissimi ne stanno approfittando. Del resto l’obiettivo primario dell’oratorio non è il guadagno, ma la socializzazione». E per quella, purtroppo, bisognerà ancora aspettare. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Natalia Danesi