«No al nuovo palazzo di 6 piani alla stazione metro Prealpino»

La palazzina che dovrebbe sorgere al capolinea della metropolitana alla stazione Prealpino
La palazzina che dovrebbe sorgere al capolinea della metropolitana alla stazione Prealpino

No alla costruzione dell’edificio privato di 6 piani a destinazione commerciale/direzionale: è netto il parere del Comitato per Casazza, che si inserisce nella possibilità di avanzare osservazioni al piano attuativo del parcheggio alla fermata Metro Prealpino, approvato dalla giunta e depositato all’albo pretorio, quindi con la possibilità, per i cittadini «di depositare le osservazioni fino all’8 febbraio – spiega Marisa Soriani del Comitato – per questo esprimiamo la nostra contrarietà alla palazzina di cui non capiamo la ragione». Passi il parcheggio: «In linea di massima non siamo contrari ma la palazzina no. L’area su cui dovrebbe sorgere dovrebbe piuttosto essere piantumata, per mitigare l'impatto che il parcheggio avrà sul quartiere». IL COMITATO ricorda che «Casazza è un quartiere residenziale che ha subito negli anni una trasformazione radicale, da zona di pregio agricolo e paesaggistico a sede di una tangenziale, una fabbrica per la lavorazione dell’acciaio, di un parcheggio da 1.000 posti auto, via Triumplina ad alto scorrimento e l’asse via Tirandi-via Mainetti che continua ad esserne considerato alternativa, l’edificazione del centro Futura e il progetto della bretella dell’autostrada della Valtrompia che incombe sul fronte nord insieme al progetto nel frutteto Santini confinante col parcheggio per la costruzione di 12 palazzine. «Qui non si respira più: oltre che in inverno per le polveri sottili, dopo il taglio delle centinaia di alberi del pescheto, anche in estate ci sono giorni che l’ozono e gli altri inquinanti ti fanno soffocare». In realtà nel piano attuativo presentato è prevista la costruzione di un giardino ma ciò non soddisfa il Comitato: «Ci aspettavamo una compensazione al danno ambientale subito negli anni e mai ripagato in termini di mitigazione, e cosa ci ritroviamo? Un palazzone di 6 piani al posto di alberi diventati ormai necessari per tamponare almeno in parte l'inquinamento ambientale ed acustico dell'area». IL PROGETTO prevede una porzione verde a giardino piantumato «e questo fa risultare nella relazione paesistica un bilancio ecologico positivo e, di conseguenza, che non siano necessarie ulteriori opere di mitigazione. Noi invece riteniamo che quelle previste siano insufficienti e sia anche necessario pensare non ad arbusti e alberi a fioritura rosa, che perdono le foglie in autunno, ma piante adatte al compito di filtraggio degli inquinanti e della CO2». Il Comitato confida nell’intervento a suo sostegno da parte del Consiglio di quartiere per portare avanti queste istanze nelle sedi amministrative preposte e segnala inoltre un’ulteriore criticità: l’entrata e l'uscita dal parcheggio, oltre che in via Triumplina, anche in via Arsenale che però «è stretta e vi transitano oltre le auto anche gli autobus e i camion che raggiungono l'acciaieria Milesi e la Valledoro; per non parlare del traffico parassita delle auto in fuga dalla Triumplina che attraversano il parcheggio. Durante la settimana nelle ore di punta si formano code, quindi inquinamento dell'aria e acustico sono presenti tutta la settimana. L’ingresso e l'uscita da via Arsenale non servono ai residenti considerato che ci sono due fermate della metropolitana nel quartiere e si possono raggiungere a piedi. Non possiamo che non essere d'accordo con la pianificazione che ci ritroviamo nostro malgrado a subire». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti