LE DICHIARAZIONI

Omicidio Maltesi, Fontana conferma confessione: «Ho agito da vigliacco, sono pentito»

Davide Fontana, a destra la vittima: la 26enne Carol Maltesi
Davide Fontana, a destra la vittima: la 26enne Carol Maltesi
Davide Fontana, a destra la vittima: la 26enne Carol Maltesi
Davide Fontana, a destra la vittima: la 26enne Carol Maltesi

Davide Fontana, il 43enne bancario milanese reo confesso dell'omicidio di Carol Maltesi, è stato sentito per cinque ore nel carcere bresciano di Canton Mombello. Davanti al procuratore capo di Busto Arsizio, Carlo Nocerino, e al pm titolare del fascicolo, il sostituto procuratore Carlo Alberto Lafiandra, dalle 10 del mattino fino alle 4 del pomeriggio ha confermato quanto già ammesso nel corso dei primi interrogatori ripercorrendo ancora una volta il delitto che avrebbe commesso tra il 10 e l'11 di gennaio di quest'anno a Rescaldina, in provincia di Milano, dove viveva in un appartamento vicino a quello della vittima.
"Sono pentito per quello che ho fatto e per il dolore che ho provocato - ha detto Fontana nel corso del lungo interrogatorio in cui più volte si è messo a piangere -. Sono un vigliacco. Avrei dovuto costituirmi". Fontana dopo avere ucciso la ragazza, 26 anni e mamma di un bambino di sei, ne ha sezionato il cadavere tenendolo nascosto (dopo avere cercato di bruciarlo in un barbecue) per due mesi in un congelatore a pozzetto acquistato online e installato nella casa della vittima dove ha confermato di avere commesso il delitto.
Il 20 marzo Fontana avrebbe raggiunto Paline di Borno e lì si sarebbe disfatto dei resti della ragazza gettandoli in una scarpata. A ritrovarli era stato quello stesso giorno un passante. Il 29 marzo Fontana era stato arrestato dai carabinieri e da quel momento si trova in carcere.