IL DRAMMA

Cade nel vuoto per 10 metri, operaio muore in una fonderia a Torbole

La vittima è Vasile Necoara, romeno di 54 anni residente a Castelcovati, dipendente di una ditta esterna con sede a Travagliato

E' Vasile Necoara, rumeno di 54 anni, la vittima dell'incidente sul lavoro avvenuto ieri in una fonderia a Torbole Casaglia, nel Bresciano. L'uomo, sposato e con figli, è residente a Castelcovati, nel Bresciano. Dipendente di una ditta esterna con sede a Travagliato, stava effettuando lavori di manutenzione ad alcune tubature quando è precipitato in una botola per oltre dieci metri. 

L'incidente proprio nel giorno del presidio regionale indetto da Cgil Cisl Uil per la sicurezza sul lavoro. E’ l’ottava vittima in occasione di lavoro solo nell’ultimo mese nella nostra regione. Ieri mattina circa trecento sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, arrivati da tutta la Regione, sono scesi in piazza sotto Palazzo Lombardia per dire “Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro”, per chiedere con forza a Regione Lombardia, alle associazioni datoriali e alle aziende un’azione concreta e condivisa di prevenzione degli infortuni e delle morti sul lavoro.

Per Alessandro Pagano, segretario generale Cgil Lombardia: “Serve volontà politica per garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Le risorse ci sono, le dichiarazioni anche, ma i ritardi si accumulano e continuiamo a contare i morti. La politica deve prendersi le sue responsabilità mettendo gli investimenti in sicurezza al primo posto. Poi c’è il tema dell’organizzazione del lavoro che sta in capo alle imprese. I datori di lavoro devono garantire tutte le misure necessarie all’incolumità di lavoratrici e lavoratori all’interno dei processi produttivi. Gli infortuni sul lavoro non sono fatalità ma hanno responsabilità precise. Le persone devono poter andare al lavoro sapendo che è tutto in ordine e organizzato per impedire qualsiasi tipo di infortunio”. Ugo Duci, segretario generale della Cisl Lombardia, ha sottolineato: “Ormai assistiamo ad una strage quotidiana. Questa Regione deve smetterla di prendere impegni, di fare promesse e non realizzare niente di quel che servirebbe per evitare questa strage. Servono 800 ispettori , professionisti della prevenzione e dei controlli. Perché senza i controlli e le verifiche in tante in tante aziende la sicurezza viene messa sotto il tappeto. Noi noi siamo certo contro il profitto delle imprese, ma le persone, le donne, gli uomini, la salute e la vita devono venire sempre prima di ogni profitto. Non si può risparmiare sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori. E allora servono i professionisti necessari, bisogna realizzare percorsi di formazione che riguardino i datori di lavoro e anche i lavoratori. Bisogna fare azioni concrete!”.

Per Danilo Margaritella, segretario generale Uil Lombardia: “Operai, facchini, muratori, braccianti: a morire sono i lavoratori più umili, quelli che nemmeno ci ricordiamo che esistono, quelli che soffrono ogni giorno. Quei morti sono gli ordini di cibo che vogliamo avere entro poco portati da chi non ha tutele e che deve correre per guadagnare. Quei morti sono il gadget tecnologico comprato online consegnato da lavoratori obbligati a ritmi insostenibili e disumani. E’ doveroso dire basta a tutto questo. Insieme a vere politiche di equità per i lavoratori si devono mettere in atto tutte le tutele per la loro salvaguardia. Per rafforzare tutto questo oggi chiediamo alla Regione che venga restituita operatività̀ ai Servizi di Prevenzione e Sicurezza, si rafforzi il sistema dei controlli e l’attività̀ ispettiva nei luoghi di lavoro, e venga fatta una formazione vera”. Stamattina al presidio sono intervenuti i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza ed anche gli attori del Teatro Officina, che hanno riproposto due intense letture tratte da loro produzioni dedicate alla salute e alla sicurezza sul lavoro.