Passaggio per l’inseguimento E alla fine può scattare l’arresto

La Polizia locale è intervenuta in via Diaz dove era impegnata negli abituali controlli
La Polizia locale è intervenuta in via Diaz dove era impegnata negli abituali controlli

Prima la convinzione di poter mettere o togliere la mascherina a piacimento. Poi quella di essere più veloce del poliziotti della Locale. Però alla fine è arrivato l’arresto grazie anche all’apporto di una mamma che aveva appena portato il figlio a scuola. ALLE OTTO DI IERI mattina una pattuglia della Locale era nei pressi della scuola elementare di via Diaz. In quel momento un uomo, 35 anni, italiano, si trovava in zona con la mascherina abbassata e con l’intenzione di comportarsi, sotto questo aspetto, senza tenere conto delle regole. La pattuglia della Locale ha fatto notare al 35enne che la mascherina andava indossata in modo corretto, ma a quanto pare lui ha preferito rispondere in modo piuttosto pesante all’agente. Poi, l’ingresso in un bar e, una volta fuori, la decisione di togliere la mascherina. A quel punto gli agenti hanno proceduto all’identificazione e gli hanno chiesto i documenti. La risposta è stata la fuga: lui davanti e il poliziotto della Locale, a rincorrerlo. Fino a quando la rincorsa da due gambe non è passata a quattro ruote; e questo non perché in aiuto dell’agente sia arrivata un’auto della Locale, come quasi sempre accade: stavolta è arrivata prima un’auto e basta. Al volante una donna che aveva appena assistito a tutta la scena dopo aver accompagnato a scuola il figlio che frequenta la prima elementare ed essere risalita in auto con l’altro figlio di un anno. «Ho visto il poliziotto che rincorreva il fuggitivo e gli ho detto di salire in auto. Lui l’ha fatto», ha raccontato. Una ricerca e un inseguimento quello sull’auto guidata dalla donna, insegnante, laureata in filosofia, musulmana dal 2005, che si sono conclusi nei pressi di un cancello di un’abitazione. In quel punto il fuggitivo ha ingaggiato una colluttazione con l’agente che ha riportato lesioni guaribili in una decina di giorni. La situazione a quel punto è diventata molto delicata per il 35enne che è stato arrestato ai domiciliari ed è accusato di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Domani sarà processato per direttissima. A MONTE ci sarebbe anche un rapporto non idilliaco con le forze dell’ordine, al punto che quando gli sono stati chiesti i documenti e si è dato alla fuga avrebbe detto: «Adesso prendetemi». Non immaginava, evidentemente, che l’inseguimento fosse destinato a contare sull’apporto di una persona che non voleva stare a guardare. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari