LA PREMIAZIONE

Più forti di tutto. In una sola parola: donne

Il procuratore capo del tribunale dei minori ribalta il detto popolare con ironia: «Dietro ogni donna che ce l'ha fatta c'è un grande uomo...»
Foto ricordo per tutte le «donne che ce l'hanno fatta», premiate nell'aula magna della Facoltà di Economia, in via San Faustino FOTOLIVE
Foto ricordo per tutte le «donne che ce l'hanno fatta», premiate nell'aula magna della Facoltà di Economia, in via San Faustino FOTOLIVE
Foto ricordo per tutte le «donne che ce l'hanno fatta», premiate nell'aula magna della Facoltà di Economia, in via San Faustino FOTOLIVE
Foto ricordo per tutte le «donne che ce l'hanno fatta», premiate nell'aula magna della Facoltà di Economia, in via San Faustino FOTOLIVE

Non un cerimoniale, ma un pomeriggio di commozione e di grande partecipazione ieri, nell'aula magna della Facoltà di Economia in via San Faustino, per la premiazione delle «Donne che ce l'hanno fatta». Hanno coinvolto la platea storie di successi e di carriere, ma anche storie di coraggio, di forza contro le avversità, contro il dolore trasformato in riscatto personale e apertura al prossimo. Nessuna paura delle lacrime e ringraziamenti a chi dietro le quinte ha dato una mano, a chi ha condiviso battaglie, vittorie e cadute. E una dedica ai «maschi», non avversari. ma compagni con cui costruire un futuro più giusto. Con cui sconfiggere anche la violenza che strazia le famiglie, ricordata da una sedia vuota con il cartello «occupato», pronta simbolicamente ad accogliere le tante che ce l'avrebbero fatta, ma sono state fermate dall'odio e dalla sopraffazione. Una campagna partita dalla Sicilia e qui lanciata dalla consigliera provinciale di parità Anna Maria Gandolfi che ha già ricevuto oltre mille adesioni.
E' stato l'ufficio della consigliera, con il supporto di molti patrocini, a portare a Brescia il Premio ideato da Isa Maggi, fondatrice delle tre sigle promotrici, Sportello Donna, Ottomarzotuttol'anno2014 e Fondazione Gaia, dal nome di sua figlia scomparsa a 23 anni.
Partita da Pavia due anni fa, ha già girato per varie città italiane. Entro il 10 giugno, termine ultimo fissato, erano arrivate 280 segnalazioni. «Ed è stato davvero difficile selezionare, ma ci soccorreranno le edizioni future», ha promesso Gandolfi. Molte le personalità in sala a consegnare le pergamene e i sassi dipinti con le motivazioni del riconoscimento, dal questore Luigi De Matteo a leader di Aib Marco Bonometti, dagli assessori Aristide Peli e Giorgio Bontempi del Broletto e Roberta Morelli della Loggia al direttore di Confesercenti Alessio Merigo. Al tavolo per i saluti introduttivi l'ospite, il rettore Sergio Pecorelli, con Daniela Bandera presidente di Ewmd, associazione partner, Eugenio Brentani presidente del Cug universitario e Annalisa Voltolini presidente del Cug degli Spedali Civili, altri enti in collaborazione.
Momenti di pathos si sono alternati a battute ironiche e non è mancata la suggestione del gospel di Diana Adu Biney, giornalista e cantante ghanese, fra le insignite. Giornalista come lei, Alicia Erazo dall'Equador, ha auspicato una comunanza al femminile delle straniere con le italiane: «Ora che siamo in prima fila e nessuno ci toglie più». ha detto. Non è mancato nemmeno il solito accalorato incitamento di Bonometti, dopo l'onore reso all'imprenditrice Renata Pelati, a «unirsi, uomini e donne, sorretti dai valori tradizionali, per raggiungere un mondo migliore». La lettura di una poesia da parte dell'autore Fabio Gagliardi ha dato il via alle premiazioni. Prima a ricevere la palma Narcisa Brassesco, il prefetto, prima anche a commuoversi davanti alla sala gremita di signore che hanno preso con coraggio la vita. La Legge è stata molto rappresentata, con Adriana Garrammone, presidente del Tribunale ordinario, Maria Carla Gatto presidente ed Emma Avezzù pm del Tribunale dei minori, e Barbara Barra, comandante della Polizia stradale.
SULLA RILEVANZA delle sinergie in un territorio si è soffermata Gatto e di necessaria attenzione al Bresciano ha fatto un importante cenno Elisabetta Ceretti, da poco nel cda di A2A. «Dietro una donna che ce l'ha fatta, c'è un grande uomo», ha scherzato Avezzù rendendo omaggio al marito lontano come le altre hanno fatto, con coniugi, figli, genitori che non hanno ostacolato, anzi incoraggiato il loro impegno spesso gravoso. Di figli «comprensivi che hanno rispettato le mie scelte» ha parlato Francesca Guizzardi, al vertice del Consorzio Brescia Centro. Plurimamma anche Laura Olivari Guarda, madre di tre gemelli, imprenditrice e impegnata nel sociale. E Stefania Rossini, famosa blogger, che insegna «Come vivere in cinque (tre figli e un marito metalmeccanico) con 5 euro al giorno». Un bacio alla sua bimba Lia tra le lacrime ha mandato Laura Trotti. che ha rischiato di doversi sedere sulla dolorosa sedia delle assenti, presa a martellate dall'ex marito davanti a casa, in coma per un mese, prima di reagire, «con l'aiuto di chi mi voleva bene». Gli occhi si sono fatti lucidi in sala anche alla premiazione di Nuccia Gatta, «una donna che cammina seduta», come si è definita, di Emanuela Monni sorda dalla nascita, moglie, madre, responsabile dell'archivio film dell'Arti grafiche di Bergamo, di Romina Modena (assente), campionessa italiana di handbike, e di Serenella Mori, mamma di Ema che se n'è andato a soli 16 anni, nel cui nome ha fondato Pesciolinorosso onlus a Gavardo. Fra le tante «che ce l'hanno fatta», Tina Leonzi, da 32 anni alla guida del Moica, movimento italiano casalinghe, ha voluto mandare un pensiero «alle donne che non sono mai premiate ma quotidianamente nel silenzio della casa lavorano per il bene della loro famiglie e del Paese».

Magda Biglia