Precipita in parete e muore a 55 anni sul Pizzo Badile

Sul Pizzo Badile  è intervenuta anche l’eliambulanza, ma per Luca Ducoli non c’è stato nulla da fare La disgrazia in cui ha perso la vita Luca Ducoli  è avvenuta sulla parete occidentale del Pizzo Badile, nel territorio del comune di Ceto
Sul Pizzo Badile è intervenuta anche l’eliambulanza, ma per Luca Ducoli non c’è stato nulla da fare La disgrazia in cui ha perso la vita Luca Ducoli è avvenuta sulla parete occidentale del Pizzo Badile, nel territorio del comune di Ceto
Sul Pizzo Badile  è intervenuta anche l’eliambulanza, ma per Luca Ducoli non c’è stato nulla da fare La disgrazia in cui ha perso la vita Luca Ducoli  è avvenuta sulla parete occidentale del Pizzo Badile, nel territorio del comune di Ceto
Sul Pizzo Badile è intervenuta anche l’eliambulanza, ma per Luca Ducoli non c’è stato nulla da fare La disgrazia in cui ha perso la vita Luca Ducoli è avvenuta sulla parete occidentale del Pizzo Badile, nel territorio del comune di Ceto

Esperto è riduttivo. Luca era un istruttore nazionale del Cai, sezione di Lovere. Un istruttore d’arrampicata libera che non è sopravvissuto a una caduta di dieci metri sulle montagne che tanto amava. È successo ieri mattina, poco prima delle dieci, a Ceto, sulla parete occidentale del Pizzo Badile. Insieme a Luca Ducoli, 55 anni di Darfo, altri due alpinisti, come lui tutti molto esperti. Luca era tesserato Cai per la sottosezione di Darfo, ma era istruttore a Lovere, comune della Bergamasca. «Stavamo salendo - racconta una delle persone che stavano prendendo parte all’arrampicata - lungo una via aperta da poco sul Pizzo Badile. Lui era il primo in cordata, fatalità ha voluto che si staccasse una porzione di roccia dove c’era un chiodo e quindi è precipitato sbattendo contro uno spuntone». Un volo di dieci metri. I soccorritori hanno provato a rianimarlo, ma tutto è stato invano. Sul posto è intervenuta anche l’eliambulanza, ma anche questo non è servito. Degli accertamenti si sono occupati i carabinieri della stazione di Capo di Ponte e della compagnia di Breno. Una ricostruzione, in ogni caso, che non sembra lasciare spazio ad altri possibili scenari. Questo anche per la testimonianza di chi si trovava in cordata con lui. Una tragedia che non ha lasciato scampo, quindi, che non ha lasciato il tempo per cercare di porre rimedio all’imprevisto. Come del resto non di rado capita in montagna, senza che nemmeno il più esperto possa fare qualcosa per provare a salvarsi. La salma è stata riconsegnata ai familiari per l’estremo saluto, dopo che per il recupero sono intervenuti anche i volontari del soccorso alpino. Domani alle 18 i funerali. La disgrazia è accaduta in pochi istanti sconvolgendo innanzitutto coloro che si trovavano con Luca Ducoli. Un’altra tragedia in montagna quindi, che certamente non si può attribuire a imprudenza o inesperienza, ma a un pesantissimo conto presentato dal destino.•.

Mario Pari

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